La Venere, gli stracci e la misura del tempo

 

 

Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori. Ma come nasce un capolavoro? La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo. E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazione. L'arte si fa politica, dice chiaramente le cose come stanno. Il messaggio è d'una chiarezza disarmante: questo nostro mondo si è illuso di poter sostituire la mano di Dio, ma il risultato – guardate, è lì da vedere – è che siamo destinati a finire sepolti sotto una montagna di rifiuti che noi stessi abbiamo creato.

mb 


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