Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Mafie e FVG: buon passo la proposta di legge del M5S sulla questione mafie in regione



Pur avendo criticato 5 mila volte il ‪Movimento Cinque Stelle devo riconoscere che sono stati, ad oggi, gli unici ad aver colto, politicamente, la gravità di quanto denunciato dal Piccolo ma anche da alcuni miei interventi, pubblicati anche dal Piccolo in merito alla questione mafie e dove denunciavo, tra le varie cose la totale inerzia della politica locale e non solo e soprattutto il fatto che l'indifferenza rischia di essere pagata a caro prezzo in una regione quale il FVG che non deve sentirsi immune, perché le mafie ci sono ed il loro radicamento rischia di incrementare specialmente alla luce degli investimenti corposi che sono previsti in alcune zone della regione, come a Trieste. Mi sono sempre interessato di tale problematicità, in particolar modo della questione 'ndrangheta, ed il fatto che si sia anche proposto, come suggerivo nel mio intervento, di realizzare uno sportello aperto alla cittadinanza, il tutto non può che essere significativo. Non riconoscerlo sarebbe un grave errore. Sarebbe importante prevedere, in FVG, l'estensione del progetto Ma.Cr.O. a tutta la regione. Nell’ambito delle misure adottate per il potenziamento del contrasto al fenomeno mafioso, previste dal “Piano straordinario contro le mafie” - approvato dal Consiglio dei Ministri riunitosi a Reggio Calabria il 28 gennaio 2010 - è stato ritenuto di primario interesse procedere alla realizzazione di una mappa nazionale dei sodalizi criminali, attraverso un Sistema informatico denominato (Mappe della Criminalità Organizzata) al fine di rafforzare l’azione di contrasto della criminalità organizzata di tipo mafioso. Il Progetto, come si legge in una nota in materia, prevede il censimento delle organizzazioni criminali di tipo mafioso, italiane e straniere, ex art. 416 bis c.p., delle quali siano stati individuati la denominazione, l’area d’influenza, le attività illecite e lecite ed i soggetti ad esse collegati. I requisiti dell’applicativo (collocato tra gli archivi di secondo livello, il cui accesso è consentito solo ad utenti adeguatamente profilati) sono stati fissati da un Gruppo Centrale Interforze, coordinato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, costituito dai rappresentanti delle strutture di vertice della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e del Servizio per il Sistema Informativo Interforze. L’archivio viene alimentato con informazioni accuratamente vagliate dalle strutture investigative che, sul territorio provinciale, svolgono ai più alti livelli l’attività operativa di contrasto al crimine organizzato, e condivise in seno a Gruppi Provinciali Interforze, costituiti presso gli Uffici Territoriali del Governo, coordinati da un delegato del Prefetto. L’osmosi informativa che si realizza in seno ai G.P.I. è uno dei maggiori punti di forza del progetto, contribuendo a costruire un substrato di conoscenze certe sul quale poggiare l’attività investigativa. L’avvio del progetto è avvenuto all’inizio del 2011, nella provincia di Salerno, così come concordato nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltosi in quella città a seguito dell’omicidio del Sindaco di Pollica; nello stesso anno nelle province di Benevento ed Avellino. Nel 2012, l’avvio si è avuto nelle restanti province della Campania, in Puglia, in Calabria nonché nelle province di Enna, Caltanissetta, Agrigento, Trapani, Palermo, Messina e Catania in Sicilia. Nel corso del 2013, il Progetto è stato avviato nelle restanti province dalla Sicilia (Siracusa e Ragusa); nelle province di Reggio Emilia, Bologna, Modena, Rimini, Piacenza e Ravenna in Emilia Romagna; nelle province di Milano e Brescia in Lombardia; nella provincia di Torino nel Piemonte; nelle province di Genova ed Imperia in Liguria; nelle province di Latina, Frosinone e Roma nel Lazio; in Basilicata; nelle province di L’Aquila in Abruzzo; nella provincia di Ancona nelle Marche; nella provincia di Perugia in Umbria; nelle province di Firenze, Prato, Pisa, Lucca, Pistoia ed Arezzo nella Toscana; nella provincia di Campobasso nel Molise; in Trentino Alto Adige; nella provincia di Venezia nel Veneto e nella provincia di Trieste nella regione Friuli Venezia Giulia. Forse è il caso, sempre che ciò non sia già accaduto, di estenderlo anche alla provincia di Gorizia ed in particolar modo di Udine senza dimenticare Pordenone. Nel 2014, in base a questo progetto, venivano censite ben 166 organizzazioni che avevano come riferimento la ’ndrangheta e 4.683 affiliati alla ’ndrangheta. 
La proposta del M5S, consistente nella costituzione di una Commissione ad hoc e di uno sportello web, certo è auspicabile che non sia solo ed esclusivamente virtuale, è importante che il tutto operi in coordinamento con le Autorità che si occupano da sempre di contrasto alle mafie, è fondamentale coinvolgere le parti sociali, la società civica e cercare l'appoggio anche di altri partiti politici.

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