Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Grande Guerra: i primi telegrammi da Ronchi, Grado ed Aquileia italiane nell'ipocrisia del nazionalismo



Il 2 dicembre 1915, quando si accingerà a giungere a termine il quarto massacro dell'Isonzo, le cui prime quattro battaglie comporteranno da parte italiana oltre circa 235 mila perdite (tra morti, feriti e ammalati, prigionieri e dispersi), ed oltre 150 mila tra gli austriaci, verranno spediti al Parlamento italiano alcuni telegrammi, da Ronchi, Grado e Monfalcone per salutare la grandezza della Patria e dell'Italia, già. Nella premessa si leggerà: “Telegrammi delle città redente al Parlamento":  Il primo sarà quello di Ronchi: « Ronchi di Monfalcone redenta inneggia alla grandezza della Patria nel giorno in cui i suoi rappresentanti si riuniscono per compiere i destini della più grande Italia. « Il commissario Regio Capitano Pernigotti »
Seguirà poi quello di Grado: « In questo solenne giorno in cui gli animi d'Italia tutta sono rivolti trepidi a Montecitorio, Grado redenta esterna ai rappresentanti della nazione la sua immensa gratitudine per. averla strappata dagli artigli del tiranno oppressore ridonandola alla Madre patria . « 11 sindaco : GIOVANNI MARCHESINI ». 
Infine, quello di Aquileia: “Aquileia è redenta dopo secoli di dominio straniero alza il capo rivolgendo fiduciosa lo sguardo verso la Madre Roma che, come anticamente, risplende ancora di luce, di vittoria e di civiltà; e oggi col cuore e col pensiero si associa a tutti i paesi rappresentati a Montecitorio per testimoniare la volontà della nazione e manda loro saluti di gratitudine e l'augurio di vedere quanto prima colà riunite le rappresentanze dell'Italia compiuta più grande e più bella. Il sindaco: PASCOLI ». (Vivissimi applausi)”. Neanche una virgola sul prezzo pagato, sulla distruzione che vi è stata, in luoghi conquistati con le armi e soprattutto con la popolazione civile in fuga, luoghi deserti e desertificati da una guerra che doveva essere evitata.

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