Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Curiosità: la prima volta in cui viene citata Gorizia negli atti del Regno d'Italia e della Stampa


X Legislatura del Regno d'Italia, 13 giugno 1867. Prenderà la parola Pier Luigi Bembo Salomon, podestà di Venezia sino al 1866,Socio della Società geografica italiana e possidente, che verrà nominato senatore del Regno il 15 novembre 1874, in merito alla strada Rodolfo: “Nel mese di agosto si apre la strada del Brenner. Ma avverto una circostanza. L'Austria presentemente spinge i lavori nella strada così detta Rodolfo, la quale da Villaco va a Sleyer e Linz, e quivi si congiunge alla rete germanica. Perché poi Trieste possa congiungersi alla strada Rodolfo, non manca che il tratto da Gorizia a Villaco ; e una volta che sia finito questo tratto, per cui essa si adopera con tutta alacrità, Trieste lotterà con Venezia, entrerà nel raggio, nella sfera d'azione che avrebbe il nostro commercio nella Germania” Una delle prime volte, invece, in cui viene citata Gorizia, nella Gazzetta Piemontese sarà il 30 giugno 1867. Si parlerà, ovviamente, della lotta contro l'Austria, anche goliardica, a colpi di bande musicali, canti e scazzottate nelle osterie, tra i sostenitori dell'Impero Austro Ungarico ed il Regno d'Italia.


Marco Barone

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