Il piccolo "Spomenik" di Ronchi il monumento dedicato al partigiano Andrijic

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    La Jugoslavia del dopoguerra. C'è Tito, il paese è uscito a pezzi da un conflitto mondiale ferocissimo, e il regime socialista deve decidere come ricordare i propri morti. Di solito si mettono in piedi i soliti monumenti, il generale di bronzo, il soldato col fucile, la vedova in lacrime. E invece no! Fanno una scelta pazzesca. Chiamano i migliori architetti e designer dell'epoca — gente del calibro di Vojin Bakić o Ana Bešlić — e dicono: "Dobbiamo guardare al futuro" . Nascono così gli spomenik : queste gigantesche opere d'arte astratte, futuristiche, che sembrano quasi astronavi atterrate in mezzo alle montagne o alle foreste o nel nostro Carso. L'effetto è potente ancora oggi, da Podgarić a Kozara, fin dentro i confini della vicina Slovenia. Ti trovi davanti a questi blocchi di cemento e rimani a bocca aperta. Ma la cosa veramente incredibile, che uno non si aspetterebbe, è che queste opere esistono anche da noi, in Italia. Certo, sono pochissime le ci...

Curiosità: la prima volta in cui viene citata Gorizia negli atti del Regno d'Italia e della Stampa


X Legislatura del Regno d'Italia, 13 giugno 1867. Prenderà la parola Pier Luigi Bembo Salomon, podestà di Venezia sino al 1866,Socio della Società geografica italiana e possidente, che verrà nominato senatore del Regno il 15 novembre 1874, in merito alla strada Rodolfo: “Nel mese di agosto si apre la strada del Brenner. Ma avverto una circostanza. L'Austria presentemente spinge i lavori nella strada così detta Rodolfo, la quale da Villaco va a Sleyer e Linz, e quivi si congiunge alla rete germanica. Perché poi Trieste possa congiungersi alla strada Rodolfo, non manca che il tratto da Gorizia a Villaco ; e una volta che sia finito questo tratto, per cui essa si adopera con tutta alacrità, Trieste lotterà con Venezia, entrerà nel raggio, nella sfera d'azione che avrebbe il nostro commercio nella Germania” Una delle prime volte, invece, in cui viene citata Gorizia, nella Gazzetta Piemontese sarà il 30 giugno 1867. Si parlerà, ovviamente, della lotta contro l'Austria, anche goliardica, a colpi di bande musicali, canti e scazzottate nelle osterie, tra i sostenitori dell'Impero Austro Ungarico ed il Regno d'Italia.


Marco Barone

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