I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Sguardi da Vienna



Se ti rechi nella Imperiale Vienna, dopo aver girovagato per il diamante del Danubio, Budapest, e la regina della Senna, Parigi, non vivrai alcun senso di meraviglia, perché ti sembrerà una religiosa emulazione di Parigi e Budapest. Vienna comunque è una città fortemente europea, dai costi inaccessibili per il ceto medio italiano e non solo italiano, con un vivo underground, che cerca di farsi con forza spazio tra i diversi grattacieli che riflettono i colori di una città che lotta tra la meticolosa conservazione del suo glorioso passato, ed il suo divenire centro vitale della nuova borghesia e del ricco capitalismo che deve incidere anche negli spazi, nei luoghi, per essere riconoscibile, per sancire la benedizione della omologazione nel nome del suo artificiale ordine supremo. Verde primeggiante, pulizia meticolosa, quasi maniacale, viennesi ospitali e disponibili, tante contraddizioni sociali, tipiche di questa epoca disastrosa, ai piedi di una delle principali chiese della città sulla cui facciata regna un mega cartello pubblicitario della coca cola, vedrai la notte ed alle prime luci del giorno la povertà essere visibile, chi dormire sul cartone, chi sul prato, e poi il tutto lasciar spazio ad una semplice sedia a sdraio, sole e solitudine. Scena tipica di una tipica città metropolitana.  Città ove esiste una viva e visibile forma di ribellione, di opposizione all'esistente, senso di comunità e vitalità. Insomma Vienna è per alcuni aspetti una cartolina vivente, alla ricerca dell'estrema perfezione, dall'altro lato è una città viva,vitale, globale. Qui, ora, alcuni sguardi da Vienna.

































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