I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Scuola: basta ricatti

Prima una fuorviante consultazione in rete, poi un ddl che va oltre quanto proposto nella versione originaria della cattiva, o meglio pessima scuola azienda renziana, perché il modello che si vuole imporre è semplicemente quello tipico operante nel settore privatistico ed aziendale. Poi uno sciopero epocale a maggio, poi ancora scioperi contro le prove Invalsi con risultati imponenti, poi quello contro gli scrutini, per non parlare di tutte le iniziative poste in essere in tutta Italia e che ancora continueranno in questo periodo. Renzi scarica la responsabilità, per quanto concerne la mancata assunzione dei precari, alle opposizioni, troppi gli emendamenti presentati, dice. Baggianate, se voleva andare avanti avrebbe ben potuto ricorrere allo strumento della ghigliottina come già è stato fatto. Strumento pessimo, autoritario, antidemocratico, ma già usato. Questa è una chiara ed evidente operazione di vendetta e di ricatto, con lo scopo di voler spaccare il fronte. D'altronde lo hanno detto in tutte le lingue i governanti del PD, le assunzioni si possono fare ma ad una sola condizione riformare l'intera architettura della scuola. Questione di scelta politica. Sbagliata. Talmente sbagliata che le recenti elezioni amministrative hanno già presentato un primo conto politico, ma non è che l'inizio. I precari devono essere assunti, questo è un loro diritto che deve essere attuato e da nessuna parte vi è scritto che per stabilizzare i precari si deve riformare la scuola, aziendalizzandola poi e conferendo poteri enormi ai dirigenti scolastici. Se le assunzioni non arriveranno a settembre 2015, eppure una retrodatazione giuridica sarebbe stata possibile, effettuando delle stabilizzazioni in corso d'anno, sicuramente ci penseranno i Tribunali a garantire ciò, e le lotte che continueranno. Non riuscirà a spaccare il fronte il Governo, e l'annunciata Conferenza nazionale di luglio sarà semplicemente l'ennesima presa in giro, perché quello che il mondo della scuola doveva dire lo ha detto e scritto chiaramente. Ritiro del ddl ed assunzioni subito,perché sono un diritto che lo Stato deve garantire, senza ricatti o vendette. il resto sono solo chiacchiere e tentativi finalizzati a recuperare il terreno elettorale perduto, ma, oramai, il dado è tratto.
Marco Barone
nota: pubblicato per Tecnica della Scuola 

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