Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Proposta di legge per ripristinare festività religiose soppresse

Alcuni deputati, è facile immaginare l'orientamento politico, con la proposta di legge n° 3064 vogliono il ripristino di alcune festività religiose con l’obiettivo di adeguare la materia del riconoscimento delle festività ufficialmente riconosciute dalla Chiesa cattolica e di quelle di forte tradizione cattolica popolare all’attualità degli altri Paesi membri dell’Unione europea. In questo forse l'Italia riuscirà bene, sarebbe bello notare lo stesso zelo ed entusiasmo per i diritti civili, ad esempio, ma così non è.  Dopo aver ricordato che “ le feste a carattere religioso che definiscono lo scorrere del tempo e il calendario rinsaldano le appartenenze e attribuiscono identità e condivisione al gruppo”, dopo una brevissima parentesi di laicità, affermando che “anche le feste civili e nazionali hanno lo scopo di ritessere i legami comunitari, di far sentire ognuno partecipe di una celebrazione che riguarda un territorio, la sua identità e gli eventi che hanno segnato la sua storia”. Si rilancia. Si rilancia sostenendo che “ il nostro Paese è stato storicamente segnato dalla presenza del cristianesimo e dall’influsso delle feste da esso proposte. Nel 1977 vennero espressamente soppresse, agli effetti civili e nella cadenza infrasettimanale diversa dalla domenica, l’Epifania, San Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini, i santi Pietro e Paolo. Ciò avvenne in considerazione della loro « negativa incidenza sulla produttività sia delle aziende che dei pubblici uffici »”. Si ricorda che “l’Ascensione, scomparsa dal calendario delle festività civili in Italia, è invece civilmente riconosciuta tale in Austria, in Belgio, in Danimarca, in Finlandia, in Francia, in Germania, in Lussemburgo, in Polonia, in Olanda, in Norvegia, in Svezia e in Svizzera. 
Il Corpus Domini è festività agli effetti civili in Austria, in Svizzera, in Germania, in Polonia, in Croazia e in Portogallo. Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Norvegia, Svezia e Svizzera riconoscono agli effetti civili il lunedì della Pentecoste. La vecchia festività di san Giuseppe si è conservata in Spagna, in Svizzera, in Baviera e in Tirolo. I santi Pietro e Paolo è giorno festivo in Svizzera, a Monaco, in Polonia e a Malta”.
Dunque si propone di considerare come festivi ai sensi dell’articolo 2 della legge 27 maggio 1949, n. 260, i seguenti giorni: a) il 19 marzo, giorno della festa di S. Giuseppe; b) il giorno dell’Ascensione; c) il giorno del Corpus Domini; d) il giorno della festa dei santi apostoli Pietro e Paolo; e) il giorno di lunedì seguente la Pentecoste. Ora, come è noto, la maggioranza delle feste in Italia riguardano eventi religiosi. Se proprio delle feste ulteriori devono essere disposte, perché sempre collegarle alla religione cattolica, al cristianesimo? Avrà mai fine questa litania? Va bene riconoscere altri giorni festivi, ma che siano per questioni esclusivamente laiche. Insomma meno feste religiose e più feste laiche.

Marco Barone 

Ps i deputati firmatari sono i seguenti: 
SBERNA, GIGLI, DELLAI, FAUTTILLI, FITZGERALD NISSOLI, CARUSO, PIEPOLI, SANTERINI, ALFREIDER, BORGHESE, BORGHESI, MATTEO BRAGANTINI, BUENO, GEBHARD, MARGUERETTAZ, NESI, OTTOBRE, PLANGGER, PRATAVIERA, SCHULLIAN, BINETTI, BUTTIGLIONE, CALABRÒ, DE MITA, LUPI, PATRIARCA, PAGANO, RUBINATO, BASSO, CATALANO, FALCONE, GIANCARLO GIORGETTI, GUIDESI, INVERNIZZI, LATRONICO, MARAZZITI, PICCIONE, PISO, PREZIOSI, SAMMARCO, ADORNATO, SCOPELLITI, SOTTANELLI 

Commenti

  1. non lo sapevo che eravate un masso di buffoni e di pecore ha da alcuni anni che sento parlare di aquesta proposta di legge secondo me l hanno dimenticato in qualche cassetto buffoni andate a cacare svegliatevi

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