Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Rifletteteci bene, signori. Che gioia impagabile passeggiare oggi per i centri delle nostre città e imbattersi in quegli spazi che sfidano brillantemente ogni logica umana. Prendiamo un capolavoro assoluto, una vetta inarrivabile dell'urbanistica contemporanea che vi lascerà letteralmente senza fiato (e senza ombra, ovviamente): Monfalcone . Facciamo un salto nel passato. Ai tempi dell'Impero Asburgico, quegli sprovveduti avevano la bizzarra abitudine di inserire degli alberi nelle loro "Piazze Grandi". Ad esempio ciò succedeva a Trieste. Ve lo immaginate? Il verde integrato nella veduta urbana! Per fortuna, nel corso del Novecento, i nostri urbanisti hanno rinsavito. Abbiamo coraggiosamente estirpato quell'inutile natura per regalarci magnifiche, sterminate spianate di cemento o di marmo. Perché rinunciare al brivido di passeggiare in un forno a cielo aperto  nelle nostre estati tropicali? Ma torniamo a Monfalcone, il vero gioiello della corona. Lì hanno fatto ...

Il popolo della scuola, da ‪Trieste‬ a Palermo, a Roma, sfiducia il Governo e difende la scuola pubblica


"Il Governo, questo Governo, che ha già massacrato i diritti dei lavoratori con il Jobs Act, minato la giustizia, con il sistema della responsabilità civile dei magistrati che compromette l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, e nello stesso tempo incrementa il contenzioso, che ottempera neanche in via tanta mascherata i voleri della Troika, cosa da non dimenticare, rischia,concretamente, di cadere il 25 giugno sulla scuola. D'altronde quale miglior lezione di democrazia se non quella conferita dalla scuola e per la scuola? In rete, sui profili facebook dei senatori, siano essi di destra, che sinistra, vi sono una marea di appelli, votate contro il ddl scuola,s e non voterete contro sarete complici e questo non lo dimenticheremo, mai. 
Ma anche sul profilo facebook del Pd, centinaia e centinaia di commenti di condanna e la cosa interessante è che la maggior parte arrivano da chi dice aver votato Pd evidenziando che non lo farà più. 
Questa sinistra è causa del suo stesso male, ogni lamentazione sarà figlia di de-responsabilizzazione e non sarà certamente colpa di chi lotta o respinge politiche decisioniste, autoritarie, in materia di scuola, una sua caduta ed una eventuale ribalta della destra, ma sarà responsabilità unicamente di chi governa questo Paese, e per come lo governa, di chi governa questo Pd e delle scelte politiche che adotta. Buon senso vorrebbe il ritiro del ddl scuola e stabilizzazione dei precari subito. Una cosa è certa. A furia di tirare la corda, ed ora è tesissima, questa si spezza e si spezzerà".
Il resto dell'intervento lo si può leggere su Orizzonte Scuola 

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