Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Il nuovo Prefetto di Gorizia che sappia ascoltare e gestire la questione migranti con dignità

Prefetto dal 2012, la dott.ssa Isabella Alberti, è stata nominata Commissaria per il comune di Bagaladi (Reggio Calabria) sciolto per infiltrazioni mafiose, ha amministrato, sempre in qualità di Commissaria anche il Comune Viadana ( Mn). Dunque ha certamente esperienze particolari alle sue spalle, ed ovviamente è stata segnalata anche quella riguardante il pregresso servizio alla direzione per l’amministrazione generale e per gli affari del personale, alla direzione generale dei servizi civili, al dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, alla commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. In tale ambito, facendo una ricerca su Internet, il suo nome compare anche tra alcune intercettazioni telefoniche pubblicate dal Fatto Quotidiano in merito al caso del Cara di Policoro, dove lei, da quello che risulta e pare di comprendere, fu l'unica all'interno delle strutture burocratiche e ministeriali a manifestare preoccupazioni per una reale accoglienza dignitosa per i migranti, in una situazione, come venne annotato dagli investigatori in merito a quel caso di Policoro, ove da parte delle strutture ministeriali nessuna tempestiva verifica preventiva venne eseguita  per accertare che effettivamente la struttura fosse in possesso di tutti i requisiti necessari e per verificare la sicurezza e la salubrità dei luoghi. 
Insomma Gorizia avrà un nuovo Prefetto, in una situazione ove l'argomento degli argomenti è certamente quello dell'accoglienza, e ci si augura che il nuovo Prefetto possa adoperarsi in tal senso, affinché sia Gorizia che tutti i Comuni della Provincia possano operare e cooperare in modo coordinato, per garantire una dignitosa accoglienza, e vivo processo di solidarietà nei confronti di chi fugge da persecuzioni politiche, da guerre e da situazioni emergenziali. Così come ci si augura che il nuovo Prefetto possa farsi garante a livello “centrale” di tutte quelle istanze che interessano il nostro territorio, che da Roma viene visto, in modo miope, come estremamente periferico, e che la confinante Slovenia possa essere una importante risorsa e non un problema. 
Purtroppo non sempre la politica è in grado di rappresentare gli interessi del territorio, dei lavoratori, penso, per esempio alla questione conflittuale del mondo della scuola, dove Gorizia e provincia da mesi manifestano tutta la contrarietà assoluta verso la riforma renziana, ma i politici sordi, continuano sulla propria strada proponendo emendamenti, quando in realtà l'unica cosa che è stata chiesta è di votare in modo contrario. Certamente di tutto questo, perché i nomi dei deputati e senatori che voteranno a favore sono e saranno noti, se ne terrà conto per presentare il giusto conto politico al momento opportuno, i Prefetti dovranno ascoltare, e non sentire, le istanze e le preoccupazioni dei propri cittadini e farsene anche carico nelle dovute sedi, questo, almeno è l'auspicio.
Marco Barone

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