Passa ai contenuti principali

Gorizia in lotta per la scuola pubblica, la scuola non è ancora finita

Anche se formalmente, come da calendario, le lezioni a scuola sono finite, le attività per il personale scolastico continuano così come continua la lotta, continuano gli scioperi, in essere ora quelli degli scrutini, che hanno visto già un buon risultato in regione così come nel resto d'Italia, nonostante alcuni tentativi punitivi o comportamenti autoritari come posti in essere da alcuni dirigenti scolastici. D'altronde, quello che si vuole contrastare è proprio un sistema autoritario, fermamente decisionista, che mina ogni collegialità, ogni processo di democrazia. Collegialità e democrazia che a Gorizia continua ad essere viva in iniziative anche di piazza, come quella organizzata dal comitato Lip di Gorizia, Cobas, Anief e Gilda e con il contributo importante del Forum di Gorizia, che hanno visto nella prima serata di questo 11 giugno, ultimo giorno di scuola, tanti cittadini, lavoratori della scuola condividere un sentimento univoco, di forte preoccupazione per la fine della scuola pubblica, a causa del disastroso provvedimento in fase di approvazione, ora al Senato, ma anche di riscatto e dignità. Riscatto e dignità che alimentano una protesta che da Gorizia a Trieste e nel resto d'Italia è viva e che non andrà in vacanza, nonostante tutto ed il tutto.  Gorizia è viva, Gorizia è in lotta e la scuola non è ancora finita, senza alcuna futile retorica.
Ci sono stati diversi interventi, alcuni che hanno ricordato che i nomi dei deputati e senatori nostrani, che voteranno a favore della "buonascuola" renziana, non verranno certamente dimenticati ed il conto politico verrà presentato al momento opportuno, altri quanto sia pericolosa la scuola incentrata specialmente sulle competenze e sistema Invalsi, altri la preoccupazione per i centinaia di migliaia di precari che perderanno il lavoro, senza dimenticare i poteri autoritari che faranno capo ad una sola persona, il dirigente scolastico, il sistema della chiamata diretta, della morte della libertà d'insegnamento, della contrattazione collettiva ed integrativa, della possibilità concreta di esercitare qualsiasi forma sostanziale e reale di opposizione. Tanti, insomma, sono stati i contenuti emersi a Gorizia, riassunti a colpi di pennarello sullo striscione volante di protesta, così come tanta e viva è la voglia di continuare a lottare per la scuola pubblica e Gorizia certamente continuerà a far sentire la sua voce.
Seguono ora alcune foto della manifestazione del giorno 11 giugno 2015 a Gorizia











Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Monfalcone e razzismo contro un cingalese: "Che cojoni 'sti bacoli di merda i se anca qua!"

I casi di razzismo sono in aumento, ma in aumento sono anche le segnalazioni, le denunce, il muro non tanto dell'indifferenza, che ahimè esiste, ma quello del timore o della fatica di prendere carta e penna od una tastiera per denunciare crolla. Un segnale in tal senso è emerso con forza con la nota lettera pubblicata sul Piccolo di Trieste che ho ripreso sia sul blog che su facebook. La tematica del razzismo è importante, e colpisce quando accade in una città che si considera aperta come Trieste e quando viene colpito lo sloveno, che nel corso della storia ha subito da queste parti una mera operazione di "bonifica etnica". Non si tratta di casi isolati, come alcuni commenti hanno sottolineato, " e comunque ne ho sentite altre di questo genere, non è il solo caso" e vi è chi ha ricordato anche il  proprio passato "Mi ricordo e mi rattristo ancora ...ho avuto una simile (peggiore) esperienza quando ero alle superiori. Due ragazze e tutto l'autobus …