La Venere, gli stracci e la misura del tempo

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    Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori.  Ma come nasce un capolavoro?  La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo.  E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

Dalla dolina “dei 500” al Sacrario di Redipuglia

Erano 500.
500 soldati che lì, ove il Carso è ancora rosso, eternamente rosso sangue, trovarono la morte,sepoltura per poi essere l'ennesimo numero, utile alla causa della imponenza di quel maledetto presente, del Sacrario fascista, perché voluto dal fascismo, nel fascismo, di Redipuglia. Un luogo immerso nel silenzio, pietre e fiori, alberi ed ancora silenzio.Un pietra e leggerai, "IN ONORE DEI SOLDATI CADUTI CHE QUI GIACCIONO DEL 16° - 123° - 124° - 138° REGGIMENTO FANTERIA E DEL 15° REGGIMENTO BERSAGLIERI CHE IN QUESTA DOLINA RIPOSANO IL SONNO DELLA GLORIA. LA 2^ BATTERIA AUTOMOBILE DA 102 MM. QUESTO RICORDO POSE IL 10 OTTOBRE 1916".

Riposa il sonno della gloria.
Quale gloria?
Quella di essere stati uccisi per una patria che li ha spediti direttamente nelle fredde braccia delle morte?
Quella di essere stati fatti a pezzettini per una patria che si colmava la bocca di retorica?
Eppure quel sonno venne infranto.
Infranto per essere traslati nel presente assente di Redipuglia.






Pietre carsiche, terra color sangue, silenzio luttuoso.
Questa è la dolina dei 500, di cui non conosci nulla, né il nome, né l'età, niente.
Sai solo che lì hanno incontrato la morte.
Sai solo che lì, su quella terra che con rispetto calpesti, grida di dolore, rumori di esplosioni, lamenti disumani, lacrime e maledizioni, quante volte sarà stato maledetto quel Carso, sono stati per lungo tempo una drammatica normalità.

Marco Barone

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