L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Dalla dolina “dei 500” al Sacrario di Redipuglia

Erano 500.
500 soldati che lì, ove il Carso è ancora rosso, eternamente rosso sangue, trovarono la morte,sepoltura per poi essere l'ennesimo numero, utile alla causa della imponenza di quel maledetto presente, del Sacrario fascista, perché voluto dal fascismo, nel fascismo, di Redipuglia. Un luogo immerso nel silenzio, pietre e fiori, alberi ed ancora silenzio.Un pietra e leggerai, "IN ONORE DEI SOLDATI CADUTI CHE QUI GIACCIONO DEL 16° - 123° - 124° - 138° REGGIMENTO FANTERIA E DEL 15° REGGIMENTO BERSAGLIERI CHE IN QUESTA DOLINA RIPOSANO IL SONNO DELLA GLORIA. LA 2^ BATTERIA AUTOMOBILE DA 102 MM. QUESTO RICORDO POSE IL 10 OTTOBRE 1916".

Riposa il sonno della gloria.
Quale gloria?
Quella di essere stati uccisi per una patria che li ha spediti direttamente nelle fredde braccia delle morte?
Quella di essere stati fatti a pezzettini per una patria che si colmava la bocca di retorica?
Eppure quel sonno venne infranto.
Infranto per essere traslati nel presente assente di Redipuglia.






Pietre carsiche, terra color sangue, silenzio luttuoso.
Questa è la dolina dei 500, di cui non conosci nulla, né il nome, né l'età, niente.
Sai solo che lì hanno incontrato la morte.
Sai solo che lì, su quella terra che con rispetto calpesti, grida di dolore, rumori di esplosioni, lamenti disumani, lacrime e maledizioni, quante volte sarà stato maledetto quel Carso, sono stati per lungo tempo una drammatica normalità.

Marco Barone

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