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La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

E se Ronchi e Fogliano Redipuglia si unissero per realizzare un solo Comune?

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Un tempo c'era Ronchi di Monfalcone e Fogliano di Monfalcone, anche se entrambi erano comuni autonomi sotto l'Impero e cercarono di mantenere sempre la propria autonomia ed indipendenza da Monfalcone, Ronchi era Ronchi e Fogliano era Fogliano per i propri cittadini. Poi il fascismo ha marchiato pesantemente il territorio imponendo nomi storpiando la storia, a Ronchi aggiungendo l'antistorico dei legionari, a Fogliano Redipuglia, storpiando dallo sloveno Sredipolje. In FVG di fusioni ve ne sono state poche, la maggior parte sono state respinte, fallite, i Comuni attualmente sono poco più di 200. I Comuni, soprattutto quelli piccoli, sono certamente un bene costituzionale da salvaguardare e tutelare. Ci sono fusioni che vanno assolutamente contrastate, altre che possono essere valutate con maggior intelligenza. Ad esempio da contrastare era quella che avrebbe portato alla creazione del MOSTRO, cioè la fusione tra Monfalcone, Staranzano e Ronchi, priva di ogni pianificaz...

Prebenico ritorna al suo nome Prebeneg. E' necessaria una bonifica storica contro i toponimi fascisti

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Sul Piccolo di Trieste è stata riportata, giustamente con gran risalto, un fatto storico che ripristina oltre al nome originario di una frazione, soprattutto la dignità. Non è il primo caso, è stato giustamente ricordato quanto accaduto a Monrupino-Repentabor, dove nel 2003 le diciture Rupingrande e Zolla sono state ufficialmente abolite. Fondamentali le motivazioni che accompagnano il ripristino del toponimo originario che porterà Prebenico a diventare Prebeneg: "Con questo gesto desideriamo fare ciò che lo Stato democratico non ha fatto in 50 anni di amministrazione dei nostri luoghi: riparare l'ingiustizia arrecata alle nostre località e ai nostri avi, per noi stessi e per i nostri figli. Non vi è più alcuna ragione per l'ulteriore mantenimento di questo appellativo fascista che offende ogni persona democratica, sia essa di nazionalità slovena che italiana". Si scrive la storia. In Italia sono centinaia di centinaia i toponimi italianizzati e romanizzati ...

Restituire i nomi dei luoghi italianizzati dal fascismo alla loro forma anteitalianizzazione

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Una delle cose che Piero Purini ricorda spesso, l'ultima occasione è stata la presentazione del libro di Wu Ming1 Cent'anni a Nord est a Ronchi dei Partigiani in provincia di Gorizia, è, ad esempio, che il Monte Nero è stato italianizzato e non tradotto dallo sloveno all'italiano. Italianizzato da Krn in Nero, ma Krn in sloveno significa tozzo e non nero. Oltre alla questione dei nomi, e  cognomi  ,diverse sono state le località soggette a processi violenti di italianizzazione forzata, che hanno ferito, non mortalmente  perché  la memoria ancora resiste, ma in modo decisivo, l'identità reale e storica di certe e date località.  Perché  non si poteva ricordare che queste località erano slave od austriache, ad esempio, si doveva ricordare che queste località erano da sempre non italiane, ma italianissime, anche prima dell'arrivo del Risorgimento e dell'Italia stessa.  Regno d'Italia e fascismo hanno in pochi decenni fatto quello ...

Quando il fascismo si inventava anche re e santi

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I processi di italianizzazione violenta e forzata, tramite la folle formula della “restituzione” del cognome, o nome o denominazione alla sua versione originaria, cioè inesistente, ha comportato nella Venezia Giulia anche l'invenzione, nella immaginazione visionaria collettiva, di un santo e di una sorta di re. Il primo caso riguarda  San Dorligo della Valle . Non esiste alcun San Dorligo, nessun Santo. Eppure esiste un Paese che si chiama, ora San Dorligo. E' vero che intorno al XVI secolo si iniziò ad affermare, per questa località, il nome di San Dorligo, storpiatura Sant'Ulderico, pur essendo sempre noto con il nome sloveno Dolina che significa valle. Ma nel 1923, per mano del fascismo, assunse ufficialmente la denominazione di San Dorligo della Valle. Però il 3 luglio 2002, dopo un referendum popolare, al centro abitato veniva restituita la denominazione di Dolina, ma a livello nazionale rimarrebbe la denominazione San Dorligo della Valle. Nel sito del Ministe...

Dalla dolina “dei 500” al Sacrario di Redipuglia

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Erano 500. 500 soldati che lì, ove il Carso è ancora rosso, eternamente rosso sangue, trovarono la morte,sepoltura per poi essere l'ennesimo numero, utile alla causa della imponenza di quel maledetto presente, del Sacrario fascista,  perché  voluto dal fascismo, nel fascismo, di Redipuglia.  Un luogo immerso nel silenzio, pietre e fiori, alberi ed ancora silenzio. Un pietra e leggerai, "IN ONORE DEI SOLDATI CADUTI CHE QUI GIACCIONO DEL 16° - 123° - 124° - 138° REGGIMENTO FANTERIA E DEL 15° REGGIMENTO BERSAGLIERI CHE IN QUESTA DOLINA RIPOSANO IL SONNO DELLA GLORIA. LA 2^ BATTERIA AUTOMOBILE DA 102 MM. QUESTO RICORDO POSE IL 10 OTTOBRE 1916". Riposa il sonno della gloria. Quale gloria? Quella di essere stati uccisi per una patria che li ha spediti direttamente nelle fredde braccia delle morte? Quella di essere stati fatti a pezzettini per una patria che si colmava la bocca di retorica? Eppure quel sonno venne infranto. Infranto per essere traslati nel pr...

Dalla Bologna 2015 a Sredi Polje

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Passi, ed ancora passi, tra volantini non volanti, lì fermi come una distesa di covoni nelle praterie meravigliosamente selvagge delle campagne dell'est dopo aver osservato rapidamente, pur camminando con lentezza, nella città dove è oggi difficile lavorare con lentezza, una bottiglia, scotch ghiacciato da una indifferente brezza d'inverno, un palo nella variabile ed imprevedibile arte in movimento per strada. E poi respirerai l'aria di quel '77,sì, ancora vivo, nonostante tutto. E poi il cratere verticale, che si pone in continuità con quella macchia orizzontale di cemento, un vetro, dal quale potrai leggere, stazione di Bologna centrale. La sala d'aspetto.  L'esplosione. E morte. Verità, per quell'ora maledetta da dio. Le 10 e 25. Un passaggio, due passaggi e quattro binari,16,17,18 e 19 ad alta velocità e cinque piani sotto terra. Scale,corridoi, una stazione Tiburtina oltre moderna in chiave bolognese. Allucinazione re...