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Il 1 maggio del '45 non è passato, è futuro, così come il 25 aprile del '45

Nazionalisti hanno addirittura aperto una paginetta facebook per chiedere che dal prossimo primo maggio  a Trieste non possa più trovare spazio la bandiera Jugoslava, commenti infamanti, pesanti, denigratori  sono emersi su varie pagine facebook,  alcuni hanno ben espresso l'odio che ancora esiste contro gli sloveni, roba da mettere i brividi 


visto tutto quello che il fascismo ha realizzato nel Confine Orientale, ed il tutto mentre si chiedono ma che senso ha la bandiera Jugoslava al primo maggio a Trieste? Che poi a parer mio dovrebbe aver senso anche a Gorizia, Ronchi e Monfalcone, semplicemente perché il primo maggio del 1945 è avvenuta una piccola cosa, quella che ancora oggi in tanti non hanno digerito, che mascherati spesso dietro la retorica del tricolore, cercano di negare. Ma quella piccola cosa viene anche ridimensionata, minimizzata se non negata, con riferimento alla specificità di Trieste, da chi spesso dice che è roba da 70 anni addietro, che non è futuro ma passato. Bene. Quella piccola cosa si chiama liberazione dal nazifascismo. Quella piccola cosa si chiama la fine del nazifascismo a Trieste, Gorizia, Ronchi, Monfalcone, così come in Italia la data simbolo della liberazione è il 25 aprile, in Venezia Giulia si festeggiano due date simbolo, il 25 aprile, quella universalmente riconosciuta in Italia, come tale, e quella più specifica, per questa difficile fetta di terra. Dicono che è roba vecchia, che si deve guardare avanti. 
Certo, ed allora perché lo stesso discorso non vale per il 2, giugno, il 12 giugno? Il 26 ottobre ? Per le giornate di novembre? Per il 24 maggio che addirittura vedrà in questo centenario della prima guerra mondiale, salvo cambiamenti, il ministro della difesa in città correre con il tricolore? E meno male che la grande guerra è stata definita come una strage inutile. Il concetto di vecchio, di passato, per queste manifestazioni dichiaratamente nazionalistiche non vale? No, non vale. Due pesi, e trecento misure diverse. Il Sindaco di Trieste nello specifico, dopo i fatti del primo maggio 2015 ha scritto che “ per questo è sbagliato oggi ostentare nel corteo del 1 maggio la bandiera yugoslava: è PASSATO non FUTURO, e divide. Non serve infatti ostentarla per ricordare che anche armata e forze partigiane yugoslava hanno contribuito a sconfiggere nazismo e fascismo, lo ha detto la Storia. Ma ostentarla in un corteo che ha altro fra le sue ragioni e i suoi obiettivi serve solo a riattizzare polemiche visto che la Storia ha anche detto che dopo il 1 maggio del 1945 la presenza yugoslava assunse altro significato, altri obiettivi, trasformandosi in una dura occupazione, che fece molte vittime”.
Dire e scrivere che il primo maggio è roba da 70anni addietro, roba vecchia, che non è futuro ma passato, che divide, o che il corteo del primo maggio avrebbe altri fini, è un ragionamento che per analogia, ovvia, rischia di essere esteso anche al 25 aprile. Anche il 25 aprile è passato, anche il 25 aprile oggi continua a dividere, visto che vi sono tante e diverse realtà che si rifiutano di festeggiarlo. Ed allora di cosa stiamo parlando qui? Il primo maggio è avvenuta la liberazione di Trieste dal nazifascismo per opera dell'esercito di liberazione jugoslavo, dei partigiani jugoslavi, che erano forze alleate vincitrici nella seconda guerra mondiale? Sì.  
Questo è indiscutibile, ineccepibile. Quello che verrà dopo può essere analizzato, contestualizzato, criticato, denunciato, giustificato o condannato, non è questo il punto, qui quello che interessa è quello che è accaduto il primo maggio del 1945. Anche dopo il 25 aprile in Italia  sono accadute cose che possono essere criticate, denunciate, giustificate o condannate, ma il 25 aprile ed il 1 maggio devono rimanere date, per quanto riguarda la festa della liberazione dal nazifascismo, vive e ferme e la bandiera Jugoslava in tale giornata ha ragione di esistere  perché è uno dei simboli, se non il simbolo, di quella storica giornata di liberazione. E poi sfuggono dei particolari, in merito a quello che è accaduto durante questo primo maggio 2015, per il 70esimo della liberazione di Trieste
Vi è stata una enorme condivisione, vi è stato un grande riconoscimento verso quella bandiera, tanti sorrisi, ogni dieci metri chi la portava si doveva fermare perché erano tanti e tante a volersi fare fotografare con quella bandiera che poi sventolerà per qualche minuto in Piazza dell'Unità. Perché quella era la bandiera dei partigiani Jugoslavi che hanno liberato il 1 maggio Trieste dall'occupazione nazifascista. 
Ed il tutto prima, durante e dopo il  tradizionale corteo che ha attraversato la città sino ad arrivare a piazza dell'Unità dove il coro partigiano Pinko Tomažič cantando canzoni simbolo dei partigiani italiani e jugoslavi ha unito in quella piazza voci che proprio attraverso la resistenza hanno conosciuto fratellanza, solidarietà, dopo anni ed anni di barbarie, violenze e crimini contro l'umanità, mai puniti, come posti in essere dal fascismo prima di tutto. Sloveni, croati ed italiani divisi dalle barbarie fasciste e dall'incubo del fascismo, hanno ritrovato l'unità attraverso la resistenza ed il primo maggio è il simbolo di tutto ciò,per quel futuro di convivenza e pace tra i popoli che deve essere ancora oggi ben saldato.  
Questa è la migliore risposta a chi dice che quella bandiera con il relativo spezzone nel corteo del primo maggio non dovrebbe trovare spazio, anzi, a dirla tutta, sarebbero altre le realtà che non dovrebbero trovare spazio, quelle che si rendono responsabili quotidianamente dell'agonia del nostro diritto del lavoro ed al lavoro. Ed attenzione la prossima data che rischia di essere ferocemente attaccata, " perché "vecchia", perché "roba di 70anni addietro", perché "si deve guardare avanti" dopo il primo maggio, sarà quella del 25 aprile, che ciò possa essere compiutamente compreso.


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