C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...
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Dopo 70 anni in Piazza dell'Unità a Trieste ritorna a sventolare la bandiera Jugoslava
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La mattina del 1 maggio del '45 la Gradnikova brigada mosse con due battaglioni verso Selz di Ronchi e con uno verso Monfalcone. A Selz vennero disarmati circa 30 tedeschi per poi a Monfalcone costringere oltre 700 soldati a deporre le armi. A Gorizia la Prešernova Brigada si scontrò duramente con i centici ed i domobranci. A Gorizia si trovava anche, il primo maggio, lo Skofjeloski odrerd, la compagnia d'assalto della 31 divisione ed il comando della zona militare della Gorenjska. Le unità angloamericane entrarono in città solo il 2 maggio alle ore 11 quando la città venne di fatto già liberata. A Trieste alcune migliaia di combattenti pronti ad insorgere erano stati organizzati dal Comando cittadino in seguito alle direttive del IX Corpus alcuni mesi prima della fine della guerra, “sono stati loro a ripulire la città dal nemico, tranne alcuni punti maggiormente fortificati, prima dell'entrata di altre formazioni” dirà Stanko Petelin. Formazioni che entreranno in città nella primissima mattinata del 1 maggio. Ed il 1 maggio del 1945 è il giorno della liberazione di Trieste dall'occupazione nazifascista. Dopo 70 anni per le vie di Trieste, durante il tradizionale corteo del 1 maggio, una grande bandiera, con i colori simbolo della libertà, uguaglianza, fratellanza, con una stella rossa al centro, simbolo delle lotte operaie, dei diritti del popolo, simbolo del riscatto degli oppressi contro gli oppressori ha attirato l'attenzione.
Questa era la bandiera della rivoluzione, questa era la bandiera della Jugoslavia. Bandiera che verrà accolta, e questa è stata la vera sorpresa, per alcuni aspetti, da tanti pugni chiusi, applausi, sorrisi. Una condivisione che giungerà fino a piazza dell'Unità, dove il coro partigiano, dopo un solerte scatto, e con passo deciso entrerà in piazza cantando Na juriš
e buona parte di piazza dell'Unità si stringerà intorno alla bandiera Jugoslava che dopo 70 anni ritornerà a sventolare nella piazza più contesa, controversa e più bella ora d'Italia. Una cosa è certa, decenni di menzogne, revisionismi, calunnie, oggi a Trieste hanno trovato la giusta risposta. La risposta è stata data dai sorrisi, dagli abbracci, da quella bandiera che ha sventolato in Piazza, dalla condivisione chiara e non nascosta di un primo maggio come giorno della liberazione di Trieste dal nazifascismo. E di tutto ciò molti dovranno pur farsene una ragione.
Ci hanno tolto la libertà non ci toglieranno la voce , questo è quello che si poteva leggere sulle magliette del coro partigiano, oggi Trieste, dopo 70 anni ha ascoltato, canti partigiani italiani e sloveni nel centro di gravità della sua vita quotidiana, oggi Trieste è stata anche Trst ed ha ascoltato quella verità che per quanto attaccata, violentata, è emersa, emersa con la forza e la semplicità di cento e più sorrisi.
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
Ti te son son, fate veder de un bravo, ma 'ssi bravo...
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