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Scuola se l'Invalsi praticamente diventa il tuo datore di lavoro

Ora anche i più sordi, i più scettici hanno finalmente compreso lo stato reale delle cose. La scuola italiana, per alcuni giorni, oltre a vedere sospesa o meglio interrotta la propria ordinaria attività didattica, la propria ordinaria attività scolastica, vedrà sospesi i diritti dei lavoratori della scuola.  Ed il tutto a pochi giorni dal primo maggio, giorno che dovrebbe sancire la rivendicazione e la piena difesa dei diritti dei lavoratori tutti. PerchéPerché se l'Invalsi, come ha reso noto, con la nota del 27 aprile 2015 ed un comunicato stampa, non ha coinvolto il MIUR, per la questione dello spostamento delle prove, Miur che avrebbe obbligo di vigilanza, ciò è anche perché si sarebbe affermata pienamente la condotta antisindacale, stante che lo sciopero del cinque maggio che era stato proclamato contro le prove dell'Invalsi. Dunque i lavoratori della scuola, non avendo più il MIUR come proprio ordinario ed effettivo datore di lavoro, assistono impotenti alla fine dei propri diritti, in questo caso a quello di sciopero, ma non solo.
Semplicemente allucinante. Ma non è l'unica questione. Gli osservatori esterni, che saranno presenti nelle classi/scuole campione di cosa si occupano? “L’osservatore si impegna a: a garantire la corretta applicazione del protocollo di somministrazione delle prove; b. effettuare l'inserimento delle risposte alle prove su apposita maschera elettronica (foglio elettronico) che consegnerà alla Segreteria della scuola per il successivo inoltro mediante caricamento sul sito Internet dell'INVALSI. L’osservatore si impegna a: a. seguire accuratamente il percorso di formazione a distanza sulla rilevazione degli apprendimenti del SNV e sul protocollo di somministrazione delle prove; b. registrarsi sul sito dell'INVALSI secondo le modalità e le tempistiche indicate sul sito Internet dell'INVALSI medesimo; c. contattare telefonicamente, prima del giorni fissato per la rilevazione, la scuola per presentarsi e accreditarsi presso il Dirigente Scolastico o un suo delegato; d. svolgere le operazioni sotto elencate per la rilevazione, che si svolgerà nell'arco di due giornate per la scuola primaria e nell'arco di una sola giornata per la scuola secondaria di secondo grado, secondo il calendario previsto - recarsi il giorno della prova, nel plesso scolastico assegnato, in tempo utile per verificare che tutto sia predisposto come da protocollo; - assistere all'apertura dei plichi contenenti le prove e verificare l'integrità dei plichi relativi sia alle classi della scuola campione che a quelli delle classi non campione; - assistere alla somministrazione della prova e annotare eventuali irregolarità, che saranno poi comunicate all'INVALSI; - provvedere direttamente, nel caso fosse necessario, alla somministrazione delle prove; - effettuare l'inserimento delle risposte alle prove su apposita maschera elettronica (foglio elettronico) che sarà consegnata alla segreteria della scuola per il successivo inoltro mediante caricamento sul sito dell'INVALSI, avendo comunque cura di conservarne una copia su file. A ciascun osservatore, sarà corrisposta dalla Scuola Polo regionale individuata da INVALSI – per il la somma di €195,30 a giornata, lordo Amministrazione e quindi comprensiva di qualsiasi onere, nonché delle eventuali spese di viaggio e di vitto. 
Ed i docenti della scuola, incluso anche il personale Ata, cosa fanno per disposizione di servizio, come imposta dal Dirigente Scolastico che risponde ai voleri e necessità dell'Invalsi? Praticamente le medesime cose dell'osservatore esterno che risponde in sostanza direttamente all'Invalsi. Dunque per dirla brevemente, nelle giornate delle prove Invalsi buona parte dei docenti delle scuole nostrane, coinvolte da quelle prove, non risponderanno più al Miur ma all'Invalsi, stante il fatto che è l'Invalsi ad organizzare e caledarizzare il tutto, scrivere manuali, guide e fornire indicazioni e direttive che verranno semplicemente recepite e ratificate dalle scuole. Percepiscono una retribuzione nettamente inferiore, rispetto a quella dell'osservatore, svolgono un lavoro che dovrebbe essere svolto dal personale assunto direttamente dall'Invalsi, e che invece, sia nel caso del bando degli osservatori che nel caso del personale della scuola che riceverà gli ordini di servizio, vede il MIUR essere trasformato in una sorta di agenzia che fornisce manodopera, con trattamenti retributivi anche diversi e senza la possibilità di poter difendere compiutamente i propri diritti, come ben evidenziato dalla questione posticipo prove invalsi per colpire lo sciopero del cinque maggio. 
Se tutto questo accade nella scuola pubblica,che dovrebbe essere il primo luogo ove si insegna la difesa basilare dei propri diritti, tramite la coscienza critica,  significa che siamo messi proprio male.

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