Passa ai contenuti principali

Raid vandalico a Ronchi,colpita piazza della Concordia (foto)

Decine e decine di faretti distrutti, ma non solo. 
Colpiti anche i contenitori dell'estintore e della pompa anti-incendio. Il tutto accaduto in una notte di vandalismo, inciviltà delinquenziale. Piazza della concordia, è diventata piazza della discordia, con il buon senso, con il rispetto del bene comune e pubblico.
Piazza che ospita ed ha ospitato diverse iniziative nel corso del tempo, una su tutte il partecipatissimo concerto del maggio 2014 del Coro partigiano Pinko Tomažič , collocata alle spalle della locale biblioteca, ove, purtroppo, su un palo della luce, collocato vicino alla porta secondaria della stessa, è visibile una maledetta svastica lì incisa chissà quando e che sarebbe il caso di rimuovere almeno prima di questo 25 aprile. 
Chi ha colpito quella piazza, mi viene da pensare che sia gente che ben conosce Ronchi, perché è una piazzetta secondaria, nascosta, poco frequentata, anche se in centro, sicuramente poco conosciuta da chi non vive in Ronchi. 





Piazzetta costeggiata da un muretto, facilmente scavalcabile, che conduce nel giardino dell'immobile confinante con il bel palazzo che ospita il Comune di Ronchi. Operazione forse preventivata, premeditata, e non semplice figlia di una bevuta di troppo. Perché chi ha colpito in pieno centro città, lo ha fatto sfidando le telecamere, che a quanto pare, e questo è l'ennesimo esempio, non funzionano da deterrente, lo ha fatto sfidando le forze dell'ordine che controllano con frequenza il centro di Ronchi, lo ha fatto sfidando una notte che spesso vede Ronchi essere deserta, ma in una zona con diverse abitazioni e condomini collocati a pochi metri di distanza. Si tratta del  tipico atto di vandalismo che rappresenta il degrado di questa società, che ha comportato la distruzione di quasi tutti i faretti della piazza ma anche di quelli costeggianti il muro esterno alla stessa? O dietro questo vandalismo si cela altro? Che dire? Che l'operazione di ripristino sarà a carico della collettività, ed i costi, come emerso sul Piccolo, sono elevati, si parla di alcune migliaia di euro. Certo, è vero che Ronchi vive una situazione di degrado, contenuto, ma sussiste. Non è difficile vedere sacchetti neri con il bollino arancione abbandonati per le strade per diversi ed ancora diversi giorni, erba incolta, e piazza dell'Unità, che ospita il monumento alla resistenza in condizioni indecenti. Monumento che dovrebbe essere totalmente ripulito, visto che lentamente sta diventando praticamente nero,  panchine vecchie, che almeno potrebbero essere riverniciate, od uno dei faretti che dovrebbe illuminare il monumento, fulminato da diversi mesi, per non parlare di chi si diletta a gettare nella stessa carte, o ad abbandonare oggetti, come un casco che lì è rimasto per diversi giorni, per poi finire in cima ad un albero, od una bicicletta prima abbandonata in un cespuglio e poi depositata sotto il monumento. Ma questo non significa che il degrado sussistente, dovuto anche alle sofferenze delle casse comunali, possa e debba, in nessuna maniera, legittimare quello che è accaduto in una notte di triste primavera a Ronchi. 
Ronchi è bene comune, tuteliamola.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

Monfalcone e razzismo contro un cingalese: "Che cojoni 'sti bacoli di merda i se anca qua!"

I casi di razzismo sono in aumento, ma in aumento sono anche le segnalazioni, le denunce, il muro non tanto dell'indifferenza, che ahimè esiste, ma quello del timore o della fatica di prendere carta e penna od una tastiera per denunciare crolla. Un segnale in tal senso è emerso con forza con la nota lettera pubblicata sul Piccolo di Trieste che ho ripreso sia sul blog che su facebook. La tematica del razzismo è importante, e colpisce quando accade in una città che si considera aperta come Trieste e quando viene colpito lo sloveno, che nel corso della storia ha subito da queste parti una mera operazione di "bonifica etnica". Non si tratta di casi isolati, come alcuni commenti hanno sottolineato, " e comunque ne ho sentite altre di questo genere, non è il solo caso" e vi è chi ha ricordato anche il  proprio passato "Mi ricordo e mi rattristo ancora ...ho avuto una simile (peggiore) esperienza quando ero alle superiori. Due ragazze e tutto l'autobus …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …