La cittadinanza onoraria a Cristicchi per Magazzino 18 a Trieste? Anche no

Quanti sono i film che sono stati girati a Trieste? E finanziati anche dalla Regione? Ma si potrebbe parlare anche di musica, anche di letteratura, e così via discorrendo. Quanti artisti, storici, intellettuali frequentano Trieste? Hanno dichiarato di voler vivere a Trieste o di essere rimasti incantati dalla nostra Trieste? D'altronde è difficile non essere travolti dalla meraviglia che è questa città. Ma qui non è né di meraviglia, né di arte, né di bellezza che stiamo parlando. E' più che evidente che la richiesta di cittadinanza onoraria per Cristicchi a Trieste è una chiara operazione nazionalistica e politica. Certo, è vero che la mozione come presentata è incentrata molto sul ruolo rivestito da Trieste, poi a dirla tutta minimale, nel noto spettacolo Magazzino 18, diventato contenitore di oggetti abbandonati, o meglio masserizie, ma abbandonate. 
E' vero che lo spettacolo che porta il nome di quel magazzino è una produzione del Teatro Stabile del FVG, ma, come scritto in premessa, certamente sono ben altri, se questo è l'intento, che poi non è, con il quale si vuole riconoscere la cittadinanza onoraria a Cristicchi, che meriterebbero tale importante riconoscimento. Ma, il punto è che Cristicchi è diventato il megafono di una storia, una storia ben nota e conosciuta, ma spettacolarizzata e raccontata così come  lo volevano e desideravano i soliti noti, quelli che da anni si prodigano per fare emergere mistificazioni storiche e faziosità che non rispondono alla verità, a quella verità che nuoce gravemente al nazionalismo nostrano.  
D'altronde basta vedere quello che è accaduto durante questa ultima ricorrenza per il giorno del ricordo, foto di partigiani fucilati o civili, e fatti passare per italiani fucilati dai partigiani jugoslavi, si è addirittura detto che in Istria venivano perseguitati perché cristiani o perché le maestre si rifiutavano di indottrinare i propri figli al comunismo, per comprende il quadro della situazione.
Magazzino 18 è uno spettacolo di parte e come tale non può meritare certamente il suo autore una cittadinanza onoraria, perché la cittadinanza onoraria deve rappresentare tutti i triestini e non solo una parte di essi. Poi, se proprio proprio la si deve conferire, visto che pare essere rinato il periodo del compromesso storico e vista la chiara matrice politica e nazionalistica di tale riconoscimento, allora la si deve altresì richiedere e riconoscere ad esempio per gli storici che si battono contro il revisionismo storico, e contro le strumentalizzazioni a cui sono stati soggetti migliaia di esuli. Anche loro hanno parlato di Trieste, anche loro hanno reso alto il nome di Trieste, anche loro e forse solamente loro hanno cercato di dare dignità a Trieste contrastando ogni menzogna e mistificazione storica, ogni calunnia e falsità che ha avuto un solo scopo, demonizzare chi al prezzo della propria vita ha liberato questa città dall'occupazione nazifascista, la cui unica colpa era quella di essere comunista e jugoslavo ma se fosse stato italiano ed anticomunista sicuramente tutta la storia del confine orientale per come ci è stata raccontata in questi decenni sarebbe sicuramente diversa ed anche le "foibe" probabilmente sarebbero state ricondotte alla loro reale consistenza e portata. 
Ma così non è stato in una città che non ha neanche una via dedicata al primo maggio.
Dunque la cittadinanza onoraria a Cristicchi in Trieste? Anche no.
E forse è il caso che si inizi a prendere posizione su ciò, prima che il tutto passi sommessamente o sotto silenzio.
Per una rilettura di Magazzino 18 suggerisco questo link commenti inclusi:

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