La vita rinchiusa nelle cuffie

La forma delle cuffie, che oggi giorno trovano diffusione immensa, risale al 1877, brevetto depositato il giorno 8 febbraio e pubblicato il successivo 13 marzo, da parte di Greenwood. Forma geniale, genialità che va oltre un secolo di utilità.
Da strumento di protezione per le orecchie dal freddo, a strumento di isolamento sociale dell'individuo, passando nel mezzo della via dell'auricolare. Dormi con la cuffia, corri con la cuffia, viaggi con la cuffia, studi con la cuffia, leggi con la cuffia, balli con la cuffia, lavori con la cuffia e vivi insomma con la cuffia. Da essere figo ed alternativo e moderno, ad essere semplicemente alieno al rumore ed umore esterno. Sì perché ogni parola,ogni respiro,ogni ogni che azzardi sfiorare la tua sfera di protezione individuale è invasione. Se da un lato vivi in un mondo ove tutti possono sapere di tutti, pur non sapendo nulla del tutto, dall'altro fuggi da questo tutti senza tutto, fuggi e viaggi, viaggio in fuga. Pur il tuo corpo essendo nell'esterno, la tua mente, attraverso la cuffia, ti isolerà nel viaggio più fantasioso di questo tempo. Una forma di isolamento protettivo. Sarai sordo. Sarai muto. Sarai nel tuo mondo. Un mondo fatto di passi, un mondo fatto di pensieri, un mondo fatto di messaggi da 140 caratteri od anche meno, un mondo fatto di click, un mondo fatto di risate che seppelliranno ogni condivisione ma non la tua felicità. Tu e le tue cuffie. Tu e la tua serenità. Poi onde invisibili, distanze un tempo irraggiungibili in pochi secondi, ed oggi puoi essere qui ed anche lì, senza alcun compimento di miracolo, senza alcuna necessità di dover scomodare dei o divinità o poteri non umani.. Divinità del tuo mondo sarai. Divinità nel tuo mondo sei. Quello fisico che ti circonda, al momento non è pervenuto, semplicemente perché noioso, brutale, pressante, negativo, invadente, demente, inutile. Nel tempo della inutilità assunta a dogma vitale, le cuffie sono la tua ancora, ancora che ti potrà trascinare nella più profonda esplorazione del non mondo, ancora che potrà lasciarti sospeso, senza che qualcuno per forza arrivi in tuo aiuto, sul bivio del dubbio. D'altronde mai hai chiesto aiuto. E poi ha necessità di aiuto? 
Intanto ripeti meccanicamente il gesto. Quel gesto che pulsa un concentrato di concentrazione. Tu ed il tuo io proiettato chissà a quale latitudine o longitudine. Cuffie in testa ed il resto può anche sparire.

note : fonte foto brevetto questo il link

Commenti