I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Ed il giardino di Giarizzole a Trieste divenne il giardino Ondina Peteani

Che la toponomastica e l'odonomastica siano di fondamentale importanza non è un mistero, dietro ogni via, ogni denominazione, ogni nome che caratterizza un luogo, vi è storia, tanta storia. Nel bene o nel male la toponomastica farà sempre discutere, sarà sempre in movimento, ed è giusto, per alcuni aspetti che sia così, soprattutto quando questo movimento raccoglie la sintesi della resistenza, della libertà, di quei valori ideali fondanti i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale. Ondina Peteani è stata certamente la sintesi ideale di tutto ciò, in giovanissima età ha abbracciato la resistenza, ha conosciuto gli orrori di Auschwitz, il campo di Ravensbrück, la fabbrica bellica di Eberswalde in Berlino. Ma non ha mai smesso di lottare per una società diversamente giusta, libera, per i diritti delle donne e per l'affermazione di quell'antifascismo che mai deve conoscere tramonto. Su Ondina è stato scritto il prezioso libro  E' bello vivere liberi a cura di di Anna Di Gianantonio, e Peteani Gianni, Marta Cuscunà continua a presentare la sua meravigliosa rappresentazione incentrata sulla vita di Ondina Peteani. 
Poi un giorno, decidendo di armonizzare il tutto scrivendo un paio di interventi in rete e non solo, si propone di intitolare una via a Trieste ad Ondina, la città di Ondina. E si arriva al 27 gennaio 2015. 

Una folla lucida nell'emozione dell'importanza del momento ed il giardino di Giarizzole  divenne il giardino Ondina Peteani. Una importante vittoria per la società antifascista e per la città di Trieste. Che quel luogo ora possa vivere nel tempo, magari con iniziative specifiche sull'antifascismo, magari accogliendo lo spettacolo di Marta o la lettura di libri e memorie sulla resistenza, sulla vita di Ondina e non solo, perché è bello vivere liberi, ma per comprendere pienamente il senso di questa bellezza, deve essere coltivata, amata, difesa e protetta da ogni tentativo di restaurazione che incombe in diverse vie ed angoli bui di questa nostra Europa.


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