La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

Immagine
Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Le prostitute e la grande macelleria umana nella grande guerra

Uomini non più uomini e neanche eroi o cavalieri erranti, bensì esseri diventati sostanze, ma anche belve, bestie. Sostanze, belve e bestie che per sopravvivere si ammazzavano, ammazzare,ammazzare per vivere. 
Morte e vita mescolate nel caos di una società che aveva perso ogni lume, ogni ragione. Antitesi per eccellenza, che correvano, inconsciamente e non parallelamente sullo stesso binario. Bestie,belve e sostanze. Non più uomini. Si poteva arrivare a patire l'idiosincrasia maschile.Termine medico con il quale si intende l'intolleranza che alcune persone possono manifestare nei confronti di diverse sostanze, spesso farmaci. Ma l'uomo soldato non era un farmaco, non era un medico, era una sostanza, una sostanza nei confronti della quale si poteva patire l'intolleranza.
A volte ammazzavi.
A volte urlavi.
Ed urlavano le prostitute, rastrellate come oggetti da massacrare, senza dignità alcuna, da ogni parte del Regno. Potevano arrivare ad avere più di ottanta rapporti al giorno,ma nel libro Viaggio nella terra dei morti La vita dei soldati nelle trincee della grande guerra di Marco Scardigli, editore UTET, dalla cui lettura nasce questa riflessione, si riportano testimonianze di anche 120 rapporti al giorno. Soldati in fila, letti rossi, che ricordano la Villa Rossa citata anche da Hemingway, scricchiolanti come la  nefasta porta che conduce alla via dell'inferno. Uno dopo l'altro, ed ancora, una fine senza mai fine. Sfogo ed istinto animalesco che andava soddisfatto, per il morale.
Ed il morale soccorreva il dovere.
Il dovere di uccidere.
Non erano i bordelli di Cavana nella Trieste carovana di mille passioni, erano le stanze della morte, ove anche il sesso puzzava di morte. 
La grande guerra, che voglio chiamare la grande macelleria umana, perché gli uomini e le donne non erano più uomini e donne, ma bestie, bestie al macello, un macello governato nelle grande stanze dei salotti borghesi come un gioco da tavolo, un gioco che ha ucciso generazioni e sogni ed umanità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?