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Alcune idee per la Ronchi che vogliamo

Oggi Ronchi pare essere la normale periferia della vicina Monfalcone. 
Ma Ronchi e Monfalcone sono due entità diverse, seppur confinanti, anzi i confini sono a dir poco apparenti anche se effettivamente sussistenti. Certamente è auspicabile una maggiore sinergia tra i due Comuni, ma Ronchi e Monfalcone erano e sono due realtà diverse, distinte, con una propria specifica identità, con le proprie peculiarità che devono essere mantenute e che verranno mantenute. Ronchi non deve essere né la periferia di Monfalcone né la periferia di se stessa eppure è questa la percezione che hai frequentando l'importante cittadina della Bisiacaria. Una realtà che ha una storia significativa, una realtà che potrebbe incentivare determinati processi culturali e storici, una sorta di turismo storico, penso per esempio, ai luoghi della resistenza, ma non vi sono solo questi. Turismo storico che avrebbe il merito di contribuire a difendere e divulgare i valori dell'antifascismo e far conoscere la storia della resistenza e i suoi processi di fratellanza e solidarietà tra italiani e sloveni in particolar modo del e nel Confine Orientale, ancora oggi poco nota nel resto d'Italia e non solo. Penso anche al naturale divenire di Ronchi centro culturale ed artistico in materia di resistenza, con tutte le sue variegate forme di espressione, da quelle teatrali a quelle letterarie e così via discorrendo, ovvero divenire centro vitale che possa raccogliere, periodicamente,ed anche in via permanente l'arte della e nella  e per la resistenza mettendo a disposizione degli artisti e per le relative esposizioni o performance spazi adeguati. Ma la fortuna di Ronchi è anche la sua collocazione geografica, praticamente al centro tra le principali città del Friuli Venezia Giulia, vi è l'unico aeroporto della regione, vi sono due stazioni ferroviarie, di cui una non più operativa per i passeggeri e l'altra funzionante ai regimi minimi se non peggio. Insomma la potenzialità di avere l'aeroporto non è stata colta pienamente nel corso del tempo né da Ronchi né dall'intero sistema del Friuli Venezia Giulia, ma si può sempre rimediare e si deve rimediare ed il fatto che la Confindustria abbia deciso di collocare la propria sede a Ronchi ciò non può che essere inteso come sintomo di cambiamento. Ma cambiamento non deve significare speculazione e neanche imposizione di colate di cemento. Alcune piccole proposte che potrebbero lanciare Ronchi verso una nuova epoca e così favorendo anche importanti processi occupazionali possono riguardare diversi aspetti. Penso, per esempio, alla possibilità di realizzare un centro fieristico internazionale e regionale, Bologna potrebbe essere il modello da seguire, ma fortemente incentrato sui prodotti del Friuli Venezia Giulia e della vicina Europa dell'Est. Un polo multimediale che possa fungere da teatro, cinema e centro culturale, e perché no una centro di ricerca post universitario collegato e complementare alle eccellenze esistenti in FVG, polivalente, non sconnesso alla città ma direttamente connesso alla città salvaguardando ed incentivando l'economia locale costituita prevalentemente da piccoli esercizi commerciali. Non si deve cadere nella logica della ghettizzazione e delle città plastificate e dei grandi centri commerciali, di cui la nostra regione è semplicemente invasa. E' necessario pensare in grande per realizzare grandi cose e seppur in tempo di così detta crisi, in realtà con scienza e sapienza si potrebbe attingere a specifici fondi comunitari, utilizzati spesso in pessimo modo nel sistema Italia se non proprio utilizzati, per riqualificare anche l'intero centro di Ronchi. Piazza dell'Unità, via Roma, Androna Palmada e la contestuale via, Piazzale Berlinguer, potrebbero costituire una sorta di unicum, con una passeggiata, ad esempio, degna di tal nome. L'estetica è fondamentale non solo per il comune senso di bellezza ma anche per calamitare attenzioni ed investimenti mirati per il territorio.
Si dovrebbe collegare in maniera più funzionale la zona aeroportuale con il centro cittadino, la cui distanza, oggi, è effettivamente minima, così favorendo l'indotto, sono necessari certamente interventi finalizzati a realizzare percorsi di pista ciclabile e pedonale e pensare anche alla possibilità di promuovere ai massimi livelli i luoghi tipici di Ronchi, come le private. 
La nostra regione è terra dell'architettura, è all'avanguardia in ciò e si potrebbe lanciare una sorta di concorso pubblico, a costo zero per l'amministrazione e contestualmente importante biglietto da visita per il partecipante finalizzato a sostenere dibattiti e confronti per una nuova Ronchi che possa armonizzarsi con il suo passato e nello stesso tempo lanciarsi nell'avvenire che conquista sempre più città nel globo, destinato agli architetti nostrani o laureandi in architettura in FVG, per pensare la Ronchi dell'immediato futuro, un futuro nel quale i cittadini devono essere parte attiva dai processi di consultazione a quelli decisionali. Perché Ronchi possa fare il salto di qualità e con dignità che certamente merita, tutti insieme possiamo e dobbiamo discutere della Ronchi che vogliamo, crocevia naturale e fondamentale della nostra regione.

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