Passa ai contenuti principali

Las Palmas de Gran Canaria un laboratorio per l'arte indipendente il caso Concierta Frecuencia

Nell'immaginario collettivo quando si pensa a Las Palmas la si tende a vedere come oasi del turismo, spiaggia e mare. Eppure è una luogo che pur con una storia recente ha conosciuto saccheggi dai quali è riuscita a riprendersi con orgoglio fino a diventare un porto franco importante nel settore degli scali marittimi. Ma Las Palmas è anche frontiera dell'arte, un laboratorio sperimentale in continuo movimento, ove giovani, cosa da non poco conto nella Vecchia Europa, riescono a trovare spazio ove rappresentare e pennellare od immortalare le proprie sensazioni, la propria libera arte indipendente. Improvvisazione artistica, emergente,espressione, esposizione,conquista di spazi, iniziative periodiche hanno reso Concierta Frecuencia un grande evento che si appresta a festeggiare nel dicembre 2014 la sua decima iniziativa. (In questo articolo de La Provincia diario de Las Palmas ulteriori approfondimenti ).

Un laboratorio di arte visiva e musicale, espressiva e sociale, perché l'arte è espressione di solidarietà, di socializzazione e di comunità. Esperimento in movimento che dovrebbe essere preso come esempio anche nell'Italia che vede una moltitudine di artisti abbandonati a se stessi eppure non appena oltrepassano i confini del così detto Bel Paese troveranno porte spalancate per accogliere la voglia di emozionare, quella voglia che l'Italia pare proprio aver dimenticato.



Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…