Passa ai contenuti principali

Le superstizioni e le credenze nella Calabria di Corrado Alvaro

Firmatario dell'anti-manifesto, che si opponeva al manifesto degli intellettuali fascisti che aveva tra i primi firmatari anche D'Annunzio, Corrado Alvaro, nel suo saggio la Calabria, realizzato per le scuole, nel testo di Calabria, presentato durante la conferenza tenuta al 'Lyceum' di Firenze nel 1931 e pubblicato nello stesso anno, descrive in maniera minuziosa e dettagliata anche le tradizioni, le credenze, le superstizioni, che hanno reso unica la terra di Calabria invasa da Bizantini,Normanni, Svevi, Arabi, Angioini, Spagnuoli, Francesi, terra di greci e latini, terra ove la tradizione è sopravvissuta nel tempo. Ricorderà il rituale per invocare la vendetta sull'offensore: “l'offeso andava in chiesa, s'inginocchiava ai piedi delle campane, ne tirava la fune con i denti, e scoprendosi il petto batteva il pugno in terra”. Descrizione tanto fisica quanto violenta. Ma ancor più drammatica era, quella che Alvaro definirà come la “sanzione biblicamente terribile” ovvero: “la madre misconosciuta o picchiata o scacciata dai figli, invocava la maledizione su di essi scoprendosi il seno e posando la fronte sulla terra”. Scena tipica di una tragedia greca, ma fatta propria dalla ritualità religiosa e popolare calabrese. Ricorderà anche che chi veniva baciato dalla nutrice perdeva la memoria degli affetti, chi era malato, “mentre passava una processione doveva levarsi a sedere sul letto, altrimenti il suo stato si aggravava”. Credenze popolari diffuse e forse ancora sussistenti, non solo in Calabria: “il vento improvviso annunzia delitto”, “le piaghe alle gambe si curando fasciandole di foglie di quercia”,” a guardare le stelle e a toccarsi il viso nascono porri”, “basta gettare un pugno di sale in un forno acceso e scappare” per liberarsi dai porri. Od ancora: “ per far fruttificare gli alberi sterili si dà con la scure sulla corteccia degli alberi al primo venerdì di marzo e si mettono pietre tra ramo e ramo”. Per “abbreviare il transito a chi soffre troppo si pone un giogo di bue sotto il cuscino”, per evitare la polmonite “è opportuno non mangiare fagioli di color rosso”. Come ha avuto modo di scrivere Corrado Alvaro, con la conoscenza di queste credenze, tradizioni, ritualità, “si penetra il senso della vita di questa regione in contatto continuo con la natura ed i misteri”. Certamente molte superstizioni e tradizioni e ritualità e credenze son venute meno, ma tante ancora sussistono, una commistione tra religiosità e spiritualità, tra tradizioni arcaiche ed antiche, contadine e tragiche che ben possono spiegare la complessità della Calabria.

Commenti

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…