Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Gorizia, un gruppo di fascistelli chiama presidio contro la tendopoli di profughi: quel presidio va vietato


Mentre continuano le azioni, prevalentemente spontanee, di solidarietà presso la provvisoria tendopoli di Gorizia, che accoglie quasi un centinaio di profughi e mentre qualcuno, come si denuncia in rete, vigliaccamente lancia raudi e petardi, e vi è anche chi avrebbe minacciato di far saltare in aria quella tendopoli con una bomba, a quanto pare prontamente individuato dalle forze dell'ordine dopo la denuncia dell'assessore provinciale Cecot, intenzione, quella di lanciare una bomba contro i profughi, che qualcuno in rete giustifica, in modo a dir poco meschino, per il fatto che vivrebbe il denunciato in un camper a Ronchi,


ora, un gruppetto di nostalgici di fascismo, ai quali forse si dovrebbe ricordare che tutte le ultime sentenze che hanno visto i loro amici “camerati” venire condannati per reati di apologia, dal saluto romano all'urlo presente, avrebbero effetto anche qui in Friuli Venezia Giulia, hanno deciso di indire per sabato 27 settembre un presidio, contro i profughi, proprio nello spazio circostante la tendopoli. Ridondanti nelle loro solite e noiosissime e vergognose litanie, soggettività che non dovrebbero trovare più alcun tipo di esistenza e spazio di agibilità, ancora, purtroppo, esistono. Recentemente a Trieste la questura ha vietato una manifestazione, ad un gruppetto di indipendentisti, per ragioni di ordine pubblico ma specialmente perché vi era rischio di razzismo e xenofobia. A parer mio ci sono tutti gli estremi perché la Questura di Gorizia possa tempestivamente vietare, proibire, senza se e ma, qualsiasi tipo di presidio od iniziativa a nostalgici di fascismo, vista e rilevata anche la delicatezza della questione. In caso contrario, certamente non mancherà, come è facilmente immaginabile, una risposta difensiva per i profughi, da parte delle realtà antifasciste presenti ed operanti nel goriziano. Se in questo momento vi è qualcosa che deve essere spazzato via, questo qualcosa si chiama fascismo, razzismo,xenofobia e non certamente la solidarietà e l'accoglienza. D'altronde se a Gorizia si è voluto salutare il papa, con centinaia di manifesti con scritto fratello, non si capisce perché non debbano essere considerati come fratelli anche i profughi fuggiti dalla guerra. Forse perché non italiani ? Ma anche il papa è non italiano...




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