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Friuli Venezia Giulia: nascerà la Città od il Comune della Bisiacaria?

La Giunta Regionale del FVG ha approvato in via preliminare, su proposta dell'assessore alle Autonomie locali, lo schema di un disegno di legge (ddl) di "Riordino del sistema Regione-Autonomie locali in FVG", finalizzato a valorizzare un sistema policentrico che favorisca le Unioni di Comuni chiamati a gestire importanti funzioni in forma associata. Iniziativa che si spiega anche alla luce del fallimento del processo di fusione dei piccoli Comuni del FVG. Ad oggi, in Friuli Venezia Giulia, i comuni che hanno seguito il processo di accorpamento sono due, Campolongo al Torre e Tapogliano che nel 2009 è diventato il Comune di Campolongo Tapogliano, ed il Comune di Rivignano Teor che nasce dalla fusione dei Comuni di Rivignano e Teor. 
A fine settembre si svolgerà un referendum consultivo nel quale gli elettori dei comuni di Arzene e Valvasone sono chiamati a pronunciarsi attraverso il voto favorevole o contrario, sulla costituzione del nuovo comune di "Valvasone Arzene ".
La fusione fra due o più comuni contigui, prevista dall’articolo 133 della Costituzione e dall’articolo 7 dello Statuto di autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia, consiste in un processo di accorpamento e soppressione di più comuni preesistenti finalizzato ad istituire un nuovo Comune unico. I nuovi provvedimenti legislativi in materia, servono ad accelerare ed incentivare questo processo, che vedrà coinvolti in regione diversi comuni ed alcuni di rilevanza nota. Non è un mistero che da tempo in bisiacaria si discute sulla realizzazione di un nuovo grande comune che dovrebbe vedere unite le città di Monfalcone, Ronchi e Staranzano, nel progetto della città Comune, che io preferisco chiamare città della Bisiacaria o Comune della Bisiacaria e non si esclude il coinvolgimento di altre città contigue. Non è un mistero che l'anno 2016 ed il 2017 vedrà coinvolti un totale di 63 comuni dal processo di rinnovo del consiglio comunale e molti si domandano se queste elezioni saranno le ultime per molti Comuni, così come li abbiamo conosciuti sino ad oggi o meno. L'iniziativa finalizzata alla fusione dei Comuni potrà essere intrapresa anche da cittadini, oltre ai consigli comunali e ai soggetti titolari dell’iniziativa legislativa, i quali possono promuovere l’iniziativa per la fusione dei comuni, senza necessità di presentare un disegno di legge. D'altronde è vero che città come Monfalcone, Ronchi, Staranzano ma anche Fogliano Redipuglia, Sagrado,San Canzian d'Isonzo, San Pier d'Isonzo, Turriaco,che messi insieme sfiorano i 70 mila abitanti, sono praticamente territorialmente già unite da diversi fattori, siano essi culturali,linguistici e sociali ma può bastare questo per sancire la nascita della Città della Bisiacaria o Comune della Bisiacaria, come mi piace chiamarla? Quali sono i reali benefici derivanti dalla fusione? In un tempo in cui le norme di austerità hanno letteralmente e sostanzialmente ucciso l'economia locale? Certamente una cosa positiva la intravedo, la nascita della Città o del Comune della Bisiacaria porrà certamente fine alla denominazione dei Legionari di Ronchi, la quale ritornerà a chiamarsi semplicemente Ronchi, perché perdendo lo status di Comune, diventerà una semplice circoscrizione e la denominazione passata non avrà certamente più ragione di esistere, né dal punto di vista amministrativo né dal punto di vista politico. 
Però è anche vero che si tratta di realtà territoriali, che seppur unite da diversi fattori importanti, hanno una loro specificità storica che viene difesa e rivendicata e che deve essere valorizzata, quell'identità specifica che rischia di essere minata dalla nascita della Città o del Comune della Bisiacaria, ma in un mondo ove siamo 7 miliardi, ove si deve cercare di andare oltre ogni confine e frontiera, è più che evidente che i piccoli Comuni sono destinati ad essere inglobati in un processo di fusione, che se ben gestito, potrà portare benefici non solo alla collettività ma anche alla società nel suo complesso, ma se gestito in modo cattivo, all'italiana per intenderci, penso alle grandi opere per esempio che non vedranno più l'opposizione determinate delle piccole ma importanti comunità locali, perché inglobate nel grande Comune, condurrà alla morte il territorio dei piccoli Comuni come assorbiti nella grande Città. 
Merita comunque una riflessione anche la questione democrazia, unire i piccoli Comuni in una grande Città, è fattore che aiuta la democrazia reale e partecipata o compromette la democrazia favorendo i processi decisionali con il classico schema di quel centralismo che spesso impone decisioni non condivise dalla comunità tutta che si vorrebbe rappresentare? Specialmente oggi, in un contesto sociale e politico dove sono i grandi partiti, perché ben agganciati al sistema capitalistico, a determinare,più nel male che nel bene, i processi decisionali e governativi?


Marco Barone

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