Passa ai contenuti principali

Strage di Vergarolla/ Pola: "Strage accaduta in Italia"? Un post di Cristicchi che farà discutere ed incazzare

“Io ricordo Vergarola, una delle più gravi stragi mai accadute in Italia, in tempo di pace”. Un post diffuso prima su twitter e poi su facebook, dal noto Simone Cristicchi, specialmente per Magazzino 18. Un post che ha avuto centinaia e centinaia di condivisioni, ringraziamenti. Ma della strage di Vergarolla si parla e polemizza da decenni anche se non è pienamente conosciuta, non è un fatto storico sconosciuto, casomai è un fatto storico senza la verità, probabilmente le indagini non hanno portato a nulla semplicemente perché chi doveva indagare doveva essere giudice di se stesso o del proprio sistema ed è comunque innegabile la responsabilità oggettiva di chi amministrava provvisoriamente quel territorio, lasciando strumenti di morte semplicemente incustoditi ed accessibili a chiunque. Ma, ecco il ma. Pola, in quel tempo, era la città dell'Istria ad essere amministrata a nome e per conto degli Alleati occupanti quali, in quel caso, le truppe britanniche, non era dunque, fino al noto trattato di Pace ed atti conseguenti, né città dell'Italia, né Italia, né appartenente alla Jugoslavia, ciò a prescindere dalle rivendicazioni sussistenti prima, durante e dopo la strage, perché, appunto, amministrata dalle truppe occupanti alleate. Perché scrivere una delle più gravi stragi mai accadute in Italia? Si tratta di un mero errore? Eppure Cristicchi ha dedicato a Vergarolla uno dei monologhi di Magazzino 18 ed è stato anche ricevuto alla Camera per tale evento e dovrebbe conoscere la situazione storica di Pola. Si tratta di una rivendicazione? D'altronde sono diverse le realtà anche istituzionalizzate che da tempo rivendicano e senza sosta l'annessione all'Italia delle terre "contese", roba che riporterebbe l'orologio indietro nel tempo, quel tempo che tra pretese e rivendicazioni nazionalistiche, economiche e strategiche, è stato connotato dalla grande macelleria umana, la prima guerra mondiale e dalla follia del Governo di Roma, decidendo di rompere lo stato di neutralità ed entrare in guerra. Non è un mistero che la situazione globale e sociale oggi esistente sembra rispecchiare sentimenti ed animi tipici del 1913 e del 1914, tra leggine create ad hoc, propaganda e miserabili speculazioni e crisi economiche e nazionalismi sempre più diffusi, basta un nulla per scatenare il putiferio. Si deve avere rispetto dei morti innocenti e non si devono riscrivere con nessun artificio verità fattuali e storiche. Pola non era Italia, nel tempo della strage e scrivere che era Italia potrebbe indurre nella mente di chi non conosce quella storia tragica ad incolpare in modo pregiudizievole ed univoco ed esclusivo chi non ha colpe e responsabilità.


Commenti

  1. Ma come fai a scrivere simili cumnuli di stupidaggini? Pola era in amministrazione alleata....come tutta l'Italia...e non era stata ancora presa alcuna decisione circa i nuovi confini. Dunque Pola era Italia, i morti erano italiani e gli attentatori si sa benissimo chi furono. Solo tu fai il finto tonto....

    RispondiElimina
  2. se non pubblichi il commento, definisci da solo cosa è questo blog...oltre quanto sia già evidente

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…