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Quando i 42 giorni Jugoslavi diventano i 40 giorni di martirio, una rivisitazione religiosa della storia

Chi li definisce come i quaranta giorni del terrore, chi li definisce come i quaranta giorni di passione, chi come la quaresima giuliana, chi come i quaranta giorni di occupazione. In realtà, l'amministrazione jugoslava ed italo-jugoslava, dal 1 maggio a 12 giugno del 1945 non è durata quaranta giorni bensì 42 giorni.  E' il primo caso della storia dove, seguendo il ragionamento di chi vuole quei giorni come di occupazione, che una occupazione viene appositamente ridotta dalla sua effettiva durata temporale. Di norma le occupazioni, considerate da alcuni come tali, le si tramandano per tutta la loro consistenza, proprio per dimostrare e ricordare e tramandare la pesantezza dell'occupazione per poi festeggiare la "sospirata" liberazione.  E' il primo caso della storia dove coloro che liberano una o più città dal nazifascismo vengono presentati come occupatori e coloro a cui vengono poi consegnati i poteri, come liberatori, quando in realtà entrambi, Jugoslavi ed “alleati” erano amministratori provvisori e sicuramente i primi i liberatori dall'occupazione nazifascista di Trieste, ad esempio. E' certamente, questo, l'esempio  di revisionismo fazioso e negativo storico e della storia ove due soggetti con la stessa e medesima situazione giuridica vengono qualificati in modo diverso, contrario ed opposto. Saranno occupatori i partigiani Jugoslavi,liberatori gli alleati. Saranno amministratori gli alleati, occupatori i partigiani Jugoslavi. Eppure le cose sono completamente diverse, così come si tarda e si omette di analizzare come gli americani si sono comportati nel goriziano o nel triestino,a partire dal rapporto con le donne di queste terre. D'altronde di cosa stupirsi, visto e rilevato che i liberatori dell'umanità con le loro bombe su Hiroshima e Nagasaki hanno ammazzato in un nano secondo circa 2/300 mila civili, non sappiamo neanche quanti sono morti con certezza, e mai incriminati, puniti, per ciò? I 42 giorni di Trieste diventano volutamente 40 giorni, perché ciò segue un ragionamento, per quanto illogico, in realtà funzionale al martirio, alla passione cristiana. 40 sono i giorni della quaresima. 40 saranno, falsamente, i giorni della “passione giuliana”. Si useranno, ancora oggi, concetti come martirio, avvento, lutto,sacrificio sino alla redenzione. La risurrezione avverrà con la pasqua giuliana, con quello che storicamente altro non è stato che un formale passaggio di poteri dagli amministratori jugoslavi alle truppe alleate e che verrà presentato, tramandato e ricordato come il giorno della liberazione che si perfezionerà con l'annessione o restituzione all'Italia di Trieste. Concetti religiosi, che per esempio, sono stati recentemente utilizzati anche per ricordare le peripezie che hanno riguardato la diffusione del francobollo «Fiume - Terra orientale già italiana». Questo quanto si legge nel periodico mensile dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Centro Studi padre Flaminio Rocchi del febbraio 2008 pagina 2-Difesa Adriatica : “ Nel primo pomeriggio il Circolo della stampa del capoluogo lombardo ha ospitato un incontro pubblico dedicato all’emissione, «dopo quaranta giorni esatti – ha rimarcato Guido Brazzoduro, sindaco del Libero Comune di Fiume in Esilio – il tempo giusto di Quaresima»”. Dunque si riconduce tutto nel mondo delle liturgie cristiane occidentali, il periodo penitenziale di 40 giorni “titino” in preparazione della Pasqua che coinciderà con  la liberazione dagli “occupanti”. Non è un caso che la Legge 30 marzo 2004, n. 92 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004 , primo giorno utile dopo le festività pasquali del 2004, quasi a voler dimostrare il primo atto concreto della resurrezione. Ma questi concetti non riguardano solo la questione dell'”occupazione”Jugoslava a Trieste o Gorizia. Ma anche l'esodoA marzo 2014 è stato pubblicato un video musicale, da parte di Michele Gazich, artista internazionale, che con queste parole presenta l'esodo :

Non c'è stato un eroe
non c'è stato un Omero
Non è stata una storia esemplare
Odissea di stracci
Esodo senza Mosè
ma io so: c'è stato dolore
Nuovo ghetto a Venezia
per nuovi ebrei senza Terra Promessa.


Dunque, per alcuni aspetti, l'esodo dall'Istria ecc è anche peggiore dell'esodo biblico alla ricerca della terra promessa. Perché non ci sarà la terra promessa, non ci sarà il Mosè e saranno i nuovi ebrei ghettizzati. Le immagini che vengono diffuse nei documentari che riguardano le vicende dell'esodo ricordano molto quelle dell'esodo biblico di Mosè, come rappresentate nei film e ciò non è un mistero. Il tutto tralasciando il pregresso, quel pregresso che è stato causa degli eventi, l'irredentismo reazionario, il fascismo, la pulizia etnica subita dalle comunità slovene,croate,serbe, montenegrine presenti da lunghissimo tempo in queste terre, il genocidio sociale, culturale identitario che hanno subito. Tutto questo non deve interessare, non deve essere ricordato. Penso che sia il caso di iniziare a studiare una proposta di Legge che ricordi la pulizia etnica e l'esodo che hanno subito anche le comunità slavofone, perché della storia non si può ricordare solo l'effetto, che comunque deve essere analizzato in modo completo ed organico e non in via faziosa, ma si deve ricordare anche la causa, quella causa che è volutamente occultata. Insomma, per concludere, i giorni di amministrazione Jugoslava a Trieste sono stati 42 e non 40, parlare dei "quaranta giorni "significa legittimare il concetto della quaresima di sangue, del martirio, del sacrificio per la redenzione ottenuta, per chi sostiene la teoria dei quaranta giorni, dopo il passaggio di poteri agli anglo-americani, e perfezionatesi con l'annessione o "restituzione" all'Italia.


note: questa riflessione nasce dalla lettura del libro di Alessandro Cattunar, il Confine delle memorie, quaderni di storia,ed. Le monnier, il quale lascia ben trapelare come vi sia stato il ricorrere a metafore religiose durante i "quaranta giorni" ed è stato utile per maturare riflessioni anche sul comportamento degli americani a Gorizia nel paragrafo " Americani brava gente".


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