Trieste
è una città dalle mille ed infinite particolarità.
Spesso
camminando ed attraversando vie, strade e traverse di Trieste, perso
nell'indifferenza, rapito dalla frenesia quotidiana, ti lasci
sfuggire bellezze e splendori che meriterebbero certa e viva
attenzione. Via
Udine è una strada che molti definirebbero periferica, un lungo
vialone, dal traffico intenso, dall'inquinamento costante, che ti
conduce verso Opicina/Opčine o verso il centro città od anche verso quel
centro di Roiano che è un rione parte integrante di Trieste. In
quella via Udine vi sono possenti palazzi, dai diversi colori che
spesso si armonizzano con il cielo, una cornice naturale a quel
quadro architettonico multiforme che è proprio di via Udine.
Diverse traverse che fungono da belvedere sul mare, d'altronde esiste
anche la scala del Belvedere, esiste la casa del marinaio inglese,
che con le sue merlature ed appunto torrette merlate, incastonata come un
piccolo gioiello, dal color giallo vivo, è lì ferma ed immobile ed
inosservata .
Così come spesso inosservata è la casa in via Udine dove ha vissuto il pittore triestino Lucano o l' esponente dell'irredentismo italiano Guglielmo Oberdan. Ma
vi sono anche diverse attività di artigianato, di antiquariato,
d'arte, che lentamente ti trasportano verso il centro di Roiano dove
ancora oggi esistono sartorie, macellerie e pescherie, che hanno
retto, seppur con le mille difficoltà immaginabili, all'invasione
delle solite note catene commerciali di supermarket. Via
Udine meriterebbe di più. Meriterebbe
una grande riqualificazione, una illuminazione diversa, così come accaduto per vie simili a Bruxelles, meriterebbe
di essere valorizzata come via dell'artigianato e dell'arte e non di essere reputata come una semplice via
di passaggio per quella complessa ed articolata Trieste che vuol
essere metropoli moderna ma che è un mero assembramento di rioni e
borghi dalle mille specificità.
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