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La CIA a Trieste: il TLT “doveva essere provvisorio” e Trieste italiana e le infiltrazioni nel Partito Comunista


Sul sito della CIA, alla voce Historical Document, è stato pubblicato nel 2007, con ultimo aggiornamento nel 2011, un documento interessante da parte di Richard Stolz che inizierà la sua carriera con la CIA proprio a Trieste e continuerà con successo fino a ricevere nel 1991 la medaglia per la sicurezza nazionale dal presidente americano Bush. Dopo aver parlato brevemente della storia di Trieste, entrerà nel vivo della sua esperienza, ricca di particolari e dettagli a dir poco significativi ed incredibili.  Si leggerà che la politica degli Stati Uniti d'America e della CIA era quella di “sostenere il legittimo alleato italiano per la città e per il territorio circostante”. Dunque, in attesa “di una soluzione definitiva, un compromesso provvisorio chiedeva l'istituzione del TLT, Territorio Libero di Trieste con l'amministrazione degli USA e Regno Unito sulla Zona A e la Jugoslavia avrebbe dovuto amministrare la Zona B”. Quindi, emerge la volontà della CIA e del governo americano di provvedere alla realizzazione del TLT come misura provvisoria per poi far transitare Trieste direttamente all'Italia, cosa che meglio verrà spiegata nei passaggi successivi. Ricorderà che gli americani e gli inglesi avevano 5000 mila soldati a testa nella zona e la Jugoslavia 10.000 nel loro territorio confinante. Veniva assegnato al 17 ° Distaccamento della US Army Corps controspionaggio (CIC). La sede del distacco del controspionaggio americano, dalle descrizioni che darà l'agente della CIA operante a Trieste in quel periodo, sembra essere in prossimità di Piazza Oberdan. Scriverà: “ mi ricordo di una grande piazza, di un cortile interno con un balcone tutto intorno al secondo piano. La ragione per cui mi ricordo il balcone così bene è perché c'erano circa 10 corone commemorative, che segnavano i punti, lungo le ringhiere ove i partigiani italiani erano stati impiccati dai fascisti locali, poco prima della fine della guerra”.  Il suo compito era quello di infiltrarsi ed infiltrare agenti, sia nei partiti comunisti che fascisti, di raccogliere informazioni sulla Jugoslavia. Ma la sua attenzione cadrà, in particolar modo, sulla infiltrazione nel Partito Comunista e sul controllo di Vidali. Scriverà, che con sua moglie, Betty, con la quale si trovava a Trieste durante la sua attività di spionaggio, hanno vissuto nello stesso edificio di Vidali. Ricorderà, ad esempio che “un momento di disagio c'è stato quando, uscendo dal mio appartamento, mi sono trovato davanti a lui ( Vidali ndr) e la sua enorme guardia del corpo slovena,(...) la guardia del corpo ha iniziato a fare una mossa verso di me, ma Vidali in uno stato di animo amabile, fece cenno di tenersi lontano”. Scriverà, poi, di aver reclutato un nuovo agente, che aveva “sviluppato l'accesso presso i dirigenti comunisti di alto livello. Ci ha fornito un sacco di informazioni e tutti abbiamo appreso con grande orgoglio che grazie al suo operato, questo agente, è diventato uno dei primi ad essere messo su quello che noi conoscevamo come 100-a-year list" ovvero un piccolo ma importante elenco che consentiva a determinate persone di poter entrare negli Stati Uniti in via prioritaria. Ricorderà, invece, di un tentativo di infiltrazione andato male. “ Mentre camminavamo, sulla strada, in un giorno di pioggia, ho avvicinato una persona di spicco del PCTLT locale, che era in disgrazia con Vidali, invitandola a discutere con me”. Il militante comunista rifiuterà la proposta e “due giorni dopo uscirà un piccolo articolo sul giornale del partito circa la necessità di vigilanza”. Ritornerà, poi, sulla questione del TLT. Anno 1953/4. Scriverà, che almeno lui non sapeva, “ che nel 1954 tra Londra e Vienna si tennero incontri segreti proprio sulla questione di Trieste. La soluzione, saprà dopo, consisteva nell'assegnare definitivamente Trieste all'Italia e la zona B alla Jugoslavia”.  Quello che lui sapeva, però, è che nel tardo autunno del 1953 “a tutti i dipendenti inglesi e americani era stato ordinato di abbandonare il territorio senza alcun preavviso. Ciò è stato progettato per metterci fuori dal pericolo e per mettere pressione sugli italiani e jugoslavi, così dimostrando che facciamo sul serio. I dipendenti militari americani sono stati inviati a Viareggio, una località turistica estiva sulla costa occidentale d'Italia, che ha avuto un certo numero di camere d'albergo vuote in quel periodo dell'anno”. Ed alla fine la pressione avrà l'esito che la storia ci ha insegnato. Concluderà scrivendo che l'esperienza di Trieste "è stata l'inizio della mia storia d'amore per tutta la vita con gli uomini e le donne della CIA”.
E' importante ricordare anche questo passaggio che riporta nelle sue memorie, con riferimento all'aggressione fascista, subita dal Governo Militare Alleato intorno al 1954.  “ Diverse centinaia di membri fascisti ( Movimento Sociale Italiano), marciarono contro il palazzo del GMA. Dopo che i manifestanti raggiunsero l'edificio ci furono cariche con bastoni e scudi, c'è stata una esplosione a meno di 20 metri dalla mia posizione. Un uomo tra la folla cadde a terra. Era sul punto di lanciare una granata contro la polizia, ma aveva staccato la sicura troppo presto e la sua gamba era stata spazzata via. Successivamente verrà eletto al Parlamento Italiano e non venne imputato".


Commenti

  1. Un passaggio interessante:
    On another occasion, in 1954, several hundred members of the profascist Movimento Sociale Italiano (MSI) party marched on the Allied Military Government (AMG) building. I was marching with them on the sidelines to report on what was happening. Just as the demonstrators reached the AMG building and were confronted by police armed only with clubs and shields, there was an explosion not 20 yards from me. One man in the crowd fell to the ground. He had been about to hurl a handgrenade at the police, but he had pulled the pin too soon and had blown off his own leg. (He was later elected to the Italian Parliament and thus escaped trial.)

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