Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

#Trieste MTL1 contro MTL2 intanto si annuncia corteo per la "sicurezza"

Di norma nel periodo primaverile impazziscono gli ormoni, ma a quanto pare a Trieste è impazzito altro.Le cause sono diverse, da personalismi, ad alleanze non accettate, a strategie perdenti non condivise, a presunti fondi scomparsi, ad acquisti sbagliati, a gestioni non condivise, ma quella forza che in un oramai lontanissimo settembre ha visto attraversare la città con poco più di cinque mila indipendentisti, è divisa,spaccata in diversi tronconi. Nessuno capisce chi è il vero movimento trieste libera, chi scrive, e nel caos più totale si accetta, addirittura, per sanar i loro scazzi, da una parte l'intervento dei Carabinieri, che a detta loro sarebbe forza occupante e presente illegalmente nel presunto Territorio libero(?) di Trieste e dall'altra si eccepisce, in merito ai casini interni che il “parere pro veritate( ndr presentato per confermare in particolar modo la validità di una assemblea convocata da alcuni aderenti del MTL) si basa sulle sentenze della corte di cassazione che non può essere né interpretata né messa in discussione”, dunque si legittima pienamente l'operato della magistratura italiana . 

In tale deriva, degna della peggior commedia politica di questo inizio secolo, intanto, quello che prima era il gruppo chiamato a garantire la sicurezza del MTL originario, decide di staccarsi, di fondare una propria corrente ed il giorno 11 luglio annuncia una manifestazione a Trieste contro l'allarme criminalità rumena! Insomma vi è chi cerca di ritornare al passato fallimentare e pericoloso ed intollerante, con strategie fallimentari, quel passato fatto di ronde o volontari per la sicurezza o guardie civiche, a quel passato che a quanto pare nella mente di qualcuno non è mai passato ma che a Trieste difficilmente troverà oggi spazio. Non esiste nessuna emergenza di criminalità a Trieste, esistono situazioni tipiche di una città di confine, nulla di stravolgente, esiste invece un problema chiamato nazionalismo che in tutte le sue forme, dall'ardore esasperato per il tricolore alla foga per l'alabarda, si scontra con quella maggioranza di cittadini a cui non importa né essere italiano né essere abitante di un presunto Territorio libero di Trieste ma che vogliono invece semplicemente viversi Trieste. Insomma quel movimento, o meglio quello che sopravviverà, vedrà le proprie forze essere ridotte ai minimi termini, forse una parte di loro, come già avevo scritto nel 2013, non escluderà la via elettorale ed istituzionale, diventando una sorte di clone della Lega Nord,  l'altra parte continuerà con i ricorsi perdenti e pendenti nei vari Tribunali e forse chissà vi sarà una terza parte che seguirà la via più dura e militante. Insomma un movimento in frantumi, un movimento che aveva la potenzialità di attirare e far convergere tutte quelle istanze di una moltitudine di cittadini incazzati neri con il sistema Italia, con il sistema di austerità europeo, ma è riuscito a perdersi in quel provincialismo fatto di accuse e banalità che altro effetto non hanno avuto che minare la loro credibilità. Il MTL non è più credibile, è finito un ciclo, tra paranoie ed insulti e tensioni. Il gioco è giunto, prima del previsto, probabilmente alla sua fine e con i loro avversari se non nemici in comune che se la rideranno alla grande e l'Italia potrà continuare a regnare su Trieste tranquillamente, anche perché, come spesso si sente dire per le vie di Trieste, la situazione attuale del MTL è ai limiti della comicità. Certo, non è che prima fosse a rischio la sovranità dello Stato italiano su Trieste, ma un movimento che porta in piazza più di cinque mila cittadini rivendicando l'indipendenza dall'Italia ed a Trieste, ha fatto scattare l'allarme non giallo ma rosso .
Presto Trieste potrà dire di essere libera dal movimento Trieste Libera?
A quanto pare si è molto vicini a questa ipotesi.
Movimento frantumato, sistema salvato e tutto ciò a chi ha giovato?

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