Bologna l'icona della street art del "nord est"

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Nessun miglior luogo di Bologna vi poteva essere per ospitare la mostra dell'artista anonimo più famoso dell'Universo mondo, Banksy, che con il suo ingegno clandestino è riuscito a compiere ciò che l'arte deve saper osare, far discutere e diventare protagonista ritagliandosi uno spazio nel vuoto cosmico culturale e intellettuale di una società spietata priva di ideologia e retta solo dal dogma assoluto del capitalismo, di cui Banksy ha saputo cogliere i suoi aspetti più controversi sbattendoteli in faccia con le sue opere sparse in ogni angolo di questa società. Dalla Palestina, a Venezia, passando da quella Bristol che ha conosciuto la più importante repressione dell'arte di strada che il mondo della street art abbia mai vissuto nel corso della sua opera. Bologna è una città in profonda metamorfosi, assediata come tutte le città di noialtri dal turismo, si omologa con le prime proteste comprensibili di cittadini che da Trieste a Bologna alzano la testa per dire no ad u...

Quella scritta “basta cinesi” sulla via Trento di Trieste





Un tempo si gridava, Viva Trento Viva Trieste. Un motto fatto proprio dall'irredentismo, che da circolo di potere e sociale minoritario, per ragioni opportunistiche, venne cavalcato, ed utilizzato per la propaganda utile al Regno d'Italia finalizzata ad esercitare l'egemonia anche in quell'Adriatico da sempre conteso. Ma Viva Trento e Trieste era anche il motto di una parte della Massoneria che si batteva per la fratellanza, uguaglianza e libertà, divenute dogmi nella rivoluzione Francese. La via Trento di Trieste, che doveva subire un processo di riqualificazione, anche grazie al nuovo ponte curto, è una strada centrale, importante, ma vissuta come una qualsiasi area periferica della città. Sempre di più le attività commerciali che chiudono, sempre di più le serrande abbassate, e quelle poche attività che esistono sono gestite, prevalentemente, da persone provenienti dall'Oriente e dalla Cina. Oggi il vento del capitalismo dominante è quello orientale, ma a quanto pare, qualche ignorante razzista, non ha nulla di meglio da fare che imbrattare il muro della scuola, lì collocata, e scrivere basta cinesi. Il muro della scuola con scritto basta cinesi, è un doppio insulto, sia alla comunità cinese che alla scuola pubblica, nella sua complessità; scuola, che in genere, vive mille difficoltà, che conosce sempre di più casi crescenti di bullismo, razzismo, anche di carattere omofobico ma che non vengono, spesso, denunciati, anzi, a volte ti capita di sentir dire che l'omosessualità, per esempio, è tecnicamente non normale, chiaro pensiero che istiga all'odio razziale ed alla violenza. Il razzismo è una brutta questione, una questione che esiste e persiste ma che deve essere contrastato non solo con le parole, perché queste spesso si perdono per strada, ma anche con i fatti. Sarebbe importante che la scuola interessata da quella vigliaccata prendesse posizione, magari reagendo con un bel pennello e vernice bianca, per ripulire quel muro e perché no, organizzando una iniziativa culturale e sociale contro il razzismo.

Basta razzismi, ovunque ed in ogni spazio.


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