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Elezioni europee, l'Europa vira pericolosamente a destra, tra astensionismo e nazionalismi


Si sono concluse le politiche europee, con risultati forse in parte inaspettati. Certamente vi era stato un mero allarmismo per la crescita dei partiti dell'estrema destra, del nazionalismo, effetto prevedibile ed evitabile dell'austerità ed assoluto rigore che ha massacrato in particolar modo l'Europa del Sud a causa delle speculazioni bancarie e finanziarie. Ma vivendo in una società intossicata dalla menzogna e dalla speculazione anche informativa, si fa spesso fatica a comprendere quando gli allarmismi siano corrispondenti al vero o quando questi siano figli solo di studiate strategie comunicative per fini elettorali. A quanto pare, tale strategia almeno in Italia ha in un certo senso ben funzionato, visto il risultato del PD e lo schiaffo pesantissimo subito dal M5S. Queste elezioni, come volevasi dimostrare, in Italia, sono state un referendum per il Governo e dunque per il Pd in primis.  A questo punto è legittimo un raffronto con le politiche del 2013, ed i voti della Camera e del Senato, raffrontati con quello unico per le politiche comunitarie, evidenziano, nel complesso, una forte perdita di voti anche per il PD, nonostante gli 11 milioni di voti maturati nel 25 maggio 2014. Il primo partito, in Italia, è stato ancora una volta, quello silente, del non voto.Anche se l'astensione, a dirla tutta, sembra non fare notizia, e continua ad essere delegittimata, grave errore di valutazione sociale corrispondente alla negazione di una parte fondamentale della società e ciò non dovrebbe portare al grido, con enfasi, di vittoria, da parte di nessuna forza politica, in relazione ai seggi conquistati in più rispetto ai propri avversari o nemici.Prima o poi anche il non voto farà sentire la sua voce. Quello che è certo è che l'Europa aveva bisogno di essere legittimata, aveva bisogno di sfidare e sconfiggere in modo decisivo l'astensionismo in primo luogo ed  il nazionalismo in secundis
Ed a quanto pare, ha fallito sia nel primo che nel secondo caso. Essere contenti del fatto che l'astensionismo è nel complesso stabile, non è una vittoria. Così come non è una vittoria assegnare centinaia di seggi a forze di estrema destra e di stampo nazionalistico. Intanto l'Inghilterra ha già fatto sapere che non perderà tempo, avvierà quanto prima il “divorzio” dall'Europa. Insomma un terremoto devastante per l'Unione Europea che vede una maggioranza formale di centro destra e nel complesso di carattere conservatore con le spade del nazionalismo sempre puntate. Saranno anni duri, e difficili, ancora più difficili di quelli appena trascorsi. Nel mentre di tutto ciò a Trieste, si è realizzata nella centralissima area di Ponte Rosso, il mercato europeo. Operatori del commercio ambulante, dalla Calabria alla Grecia,dalla Bretagna alla Finlandia, hanno condiviso la sana tradizione e sana identità culturale attraverso la più antica pratica del mondo, quella del commercio. Una iniziativa che riporta alla mente al vecchio mercato europeo del 2001, la Piazza Europa, che aveva lo scopo di promuovere la nuova moneta unica quale l'Euro. Queste elezioni hanno dimostrato che l'Europa, basata solo sull'economia, sul rigore contabile, sull'austerità, è destinata a crollare. Piazza Ponte Rosso è stata un bellissimo esempio di unione e condivisione di sentimenti e culture, ed auspico che nell'immediato futuro vi possa essere, a Trieste, la piazza europea dei diritti civili, perché l'Europa è di questo che ha bisogno più di ogni altra cosa, a partire dal contrasto all'omotransfobia e ad ogni razzismo. Contro ogni pericoloso e nefasto nazionalismo, ma con la salvaguardia dell'identità culturale di ogni Paese, contro ogni chiusura delle frontiere, per l'unione delle comunità per l'Europa della pace e dell'integrazione. Anche se ad essere realistici, guardando la nuova composizione del Parlamento europeo, temo che anche per i citati diritti civili sarà un periodo di lunga agonia.


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