Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Reportage dall' area dell'ex Stock di Roiano a Trieste



Risale circa al 1927 la realizzazione dell'imponente complesso di Roiano, noto come Stock, e dalla sua riconversione, costata miliardi di lire e dunque milioni di euro, si è molto discusso. Il lungo muro di cinta di questo complesso e comprensorio collocato nel ben centro di Roiano, è preceduto da quello che rimane di un presunto vespasiano.  Parzialmente murato. Testimonianza di un bagno pubblico che non funziona più.




Superato il varco ed il bel cancello in ferro, vedrai diversi uffici pubblici, come l'Agenzia dell'entrate, gli uffici sanitari, un supermercato, un bar, e quello che rimarrà della Genertel, visto che buona parte dei dipendenti andranno via.
E poi il vuoto. Tante vetrine che espongono ciò che è rimasto delle precedenti attività che hanno ospitato, sembra di guardare ed osservare lo scatto di una fuga,rapida, rapidissima, da una guerra.








E poi scale mobili, immobili, larghi corridoi, scarabocchi sui muri, ed ancora scale mobili immobili e scarabocchi sui muri e spazi vuoti.




Sì, entrando all'interno di quel mega complesso dai colori malinconici vivrai una grande e viva sensazione di vuoto.
Di progetti ve ne sono stati tanti e diversi, ma ad oggi la certezza è data dai fatti ed i fatti sono evidenti e l'evidenza dice che quel luogo che potrebbe avere mille e più usi, la cui riconversione è costata milioni di euro, è pressoché abbandonato al vuoto, a scritte ed insulti vandalici, che forse esprimono bene il degrado di questa inciviltà e vetrine sporche che mostrano ciò che un tempo è  anche stato quel pezzo di storia in Roiano. E se muore l'area dell'ex Stock come riconvertito,  anche Roiano non avrà felice sorte in questa epoca ove austerità e dignità si scontrano senza mai amarsi e come potrebbe essere altrimenti?

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