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Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Dalla Bologna 2015 a Sredi Polje

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Passi, ed ancora passi, tra volantini non volanti, lì fermi come una distesa di covoni nelle praterie meravigliosamente selvagge delle campagne dell'est dopo aver osservato rapidamente, pur camminando con lentezza, nella città dove è oggi difficile lavorare con lentezza, una bottiglia, scotch ghiacciato da una indifferente brezza d'inverno, un palo nella variabile ed imprevedibile arte in movimento per strada. E poi respirerai l'aria di quel '77,sì, ancora vivo, nonostante tutto. E poi il cratere verticale, che si pone in continuità con quella macchia orizzontale di cemento, un vetro, dal quale potrai leggere, stazione di Bologna centrale. La sala d'aspetto.  L'esplosione. E morte. Verità, per quell'ora maledetta da dio. Le 10 e 25. Un passaggio, due passaggi e quattro binari,16,17,18 e 19 ad alta velocità e cinque piani sotto terra. Scale,corridoi, una stazione Tiburtina oltre moderna in chiave bolognese. Allucinazione re...

Un cìf a Trieste

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Sei ed altro non sei che un vagabondo metropolitano nato casualmente in questo mondo, per la precisione in quella Tropea che per alcuni secoli è stata considerata come la perla del Tirreno. Poi, arriva il momento in cui devi preparare le valigie. Vuoi studiare, vuoi formarti in una città “aperta”, vuoi studiare al nord, quel nord che hai conosciuto solo in televisione o nei libri. Un lungo viaggio in macchina, silenzi, pensieri, passa la notte, ed arriva il giorno, il tuo giorno e con esso Trieste. Circa 1350 km di distanza. I tuoi amici, prima della partenza ti avevano detto: “a Trieste ci sono le mule”, nella tua ingenuità, avevi pensato alle mule nel senso di asine, quelle che qualche anno dopo il tuo arrivo nella città di confine incontrerai per davvero nella piazza della Borsa nel corso di una manifestazione. Di Trieste, oltre alle mule dei tuoi amici, conoscevi la bora. O meglio avevi sentito parlare della bora. Un vento fortissimo che ti faceva cascare per terra. Bora e ...

Reportage dall' area dell'ex Stock di Roiano a Trieste

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Risale circa al 1927 la realizzazione dell'imponente complesso di Roiano, noto come Stock, e dalla sua riconversione, costata miliardi di lire e dunque milioni di euro, si è molto discusso.   Il lungo muro di cinta di questo complesso e comprensorio collocato nel ben centro di Roiano, è preceduto da quello che rimane di un presunto vespasiano.  Parzialmente murato. Testimonianza di un bagno pubblico che non funziona più.

Un viaggio nel parco archeologico di Muggia salutando Libero Mauro

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Lì nel mezzo tra l'alba ed il tramonto del sole, lì tra il vallone che si congiunge al rude e misterioso Carso e l'archeologia industriale fumante e vivente di Trieste, lì dove il fiato smarrisce ogni fatica, ti chiuderai nel silenzio e ti farai condurre dalla curiosità del chissà cosa c'è.  Una mistica altura che sovrasta la Muggia marinara, tra l'Italia e la Slovenia, tra Trieste e Capodistria, potrai toccare, osservare, la Muggia medievale, tra ciò che rimane dei terrazzamenti del castelliere , delle mura di cinta, delle porte urbiche

Reportage dall'area off limits del Porto Vecchio di Trieste

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Dopo il reportage dall'area attualmente accessibile del Porto Vecchio di Trieste, ora è il momento dell'area off limits per la maggior parte dell'anno. Binari conquistati dalla vegetazione incolta, gabbiani volare tra macerie di una società conflittuale, acqua del mare scagliarsi ora con dolcezza ora con fermezza lungo quella recinzione di massi instabili che confinano e separano, così come il cancello in ferro ed alabardato, il tempo dell'epoca vissuta dall'epoca che attende una risposta nel dubbio del che fare.  Macerie, tanti magazzini decadenti e fatiscenti che attendono solo una dignitosa sepoltura, degrado e silenzio. Tutto questo tra il lungo mare di Barcola ed il centro di Trieste. Un punto lungo e sospeso, tra l'isola ove il sole non tramonta mai, Grado, l'Est Europa, il Carso selvaggio e mai domato, ed il golfo irrequieto di Trieste. E ti chiedi, potrebbero quei binari ospitare il tram storico di Trieste, ora dormiente, per congiu...

Il nuovo spettacolo del teatro romano di Ts: l'immondizia

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Dopo il non entusiasmante spettacolo, erbaccia, e dopo il sorprendente il teatro mutato in stagno con tanto di fuga di rospi, ora è il turno dell'immondizia ma con un tocco di erbaccia. Domenica due giugno 2013. Un pullman di turisti sosta innanzi al teatro romano di Trieste. E sentirai dire: ma come è ridotto? Oppure, che sporcizia . Ed hanno ragione. Sul marciapiede rifiuti gettati per terra. All'interno del teatro romano troverai bottiglie di vetro, ombrelli rotti e carta. Ma il top è quello che si cela, ma poi non tanto, nella parte orientale. Una rete in metallo per letto singolo e altro materiale non meglio decifrato. Non si tratta né di una commedia di Terenzio né di una tragedia di Seneca ma è la realtà. E poi ovviamente, ecco la colonnina che dovrebbe fornire informazioni sulla storia del teatro, ma è semplicemente vuota.  Certo, ora è il momento del 3d, bello ed emozionante, ma avere cura dell'esistente è così ardu...