La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

L'ex carcere di via Tigor di Trieste




La salita di via Tigor, a Trieste, è circondata da possenti muri che lasciano correre e scorrere la bora che a volte tra ululati e raffiche violente muta quel luogo in un posto a dir poco inquietante. Già perché proprio in via Tigor sussiste ancora la vecchia ed ora abbandonata struttura carceraria. Doveva diventare un albergo a 4 stelle, nel 2006 si prevedeva anche il costo del pernottamento, si parlava di circa 160 a euro a notte. La burocrazia ha fermato il tutto e quel luogo è ancora lì immerso in una vegetazione che lentamente si è ripresa i suoi spazi, tra muri alti e possenti, con i tradizionali pezzi di vetro che fungono da antifuga o antientrata. Cosa sarà rimasto dell'ex carcere questo non so ben dirlo, però una struttura del genere potrebbe avere mille destinazioni d'uso.

Per esempio accogliere un polo museale sul carcere, raccogliere mostre e manufatti realizzati dai carcerati di tutta Italia, opere letterarie, studi e ricerche ed esperienza di non libera vita all'interno di quel luogo che avrebbe lo scopo di favorire il reinserimento sociale dell'individuo, ma fin dalla sua istituzione il carcere ha sempre fallito. Potrebbero i detenuti del Coroneo fungere da guida. Si potrebbe far vedere alla gente comune cos'è il carcere come struttura ed architettura, ricostruire in modo fedele quello che è stato il carcere di via Tigor quando era adibito a tale funzione, un pezzo di storia unica, che possa conferire insegnamento e memoria e testimonianza per le generazioni che verranno. Oggi quel luogo è frequentato solo da gabbiani o gatti, liberi di entrare ed uscire, liberi di andare oltre ogni muro e barriera. Un cielo dai colori sempre più intensi, il silenzio di un rione triestino, sospiri ed abbagli in una vita che persevera nell'errare, volterai le spalle ma quelle mura sono e rimarranno ancora là sino all'inesorabile logoramento di un tempo senza più idee.


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