La ciminiera di Monfalcone va salvaguardata non demolita

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In Italia spesso si preferisce inseguire la via della tabula rasa, dell'annientamento, del vuoto, per dare spazio al nuovo che sormonta e travolge tutto ciò che è stato nel bene e nel male. Ci sono manufatti che hanno segnato la vita e la quotidianità di una comunità. Ci sono manufatti architettonici che caratterizzano i luoghi ed uno di questi è indiscutibilmente la ciminiera di Monfalcone di cui si apprende che nel 2027 avverrà la sua demolizione. Qui non è chiaramente in discussione la riconversione della centrale attuale ma di ciò che esteticamente, simbolicamente, rappresenta quel manufatto enorme di circa 150 metri circa realizzato nel secolo scorso e che andrebbe preservato piuttosto che spazzato via. Quel manufatto potrebbe essere considerato come ciminiera storica industriale, elemento tipico del paesaggio industriale monfalconese. Perchè non valutarne la sua valorizzazione a livello conservativo, anche come elemento storico di riflessione di come i processi ...

L'ex carcere di via Tigor di Trieste




La salita di via Tigor, a Trieste, è circondata da possenti muri che lasciano correre e scorrere la bora che a volte tra ululati e raffiche violente muta quel luogo in un posto a dir poco inquietante. Già perché proprio in via Tigor sussiste ancora la vecchia ed ora abbandonata struttura carceraria. Doveva diventare un albergo a 4 stelle, nel 2006 si prevedeva anche il costo del pernottamento, si parlava di circa 160 a euro a notte. La burocrazia ha fermato il tutto e quel luogo è ancora lì immerso in una vegetazione che lentamente si è ripresa i suoi spazi, tra muri alti e possenti, con i tradizionali pezzi di vetro che fungono da antifuga o antientrata. Cosa sarà rimasto dell'ex carcere questo non so ben dirlo, però una struttura del genere potrebbe avere mille destinazioni d'uso.

Per esempio accogliere un polo museale sul carcere, raccogliere mostre e manufatti realizzati dai carcerati di tutta Italia, opere letterarie, studi e ricerche ed esperienza di non libera vita all'interno di quel luogo che avrebbe lo scopo di favorire il reinserimento sociale dell'individuo, ma fin dalla sua istituzione il carcere ha sempre fallito. Potrebbero i detenuti del Coroneo fungere da guida. Si potrebbe far vedere alla gente comune cos'è il carcere come struttura ed architettura, ricostruire in modo fedele quello che è stato il carcere di via Tigor quando era adibito a tale funzione, un pezzo di storia unica, che possa conferire insegnamento e memoria e testimonianza per le generazioni che verranno. Oggi quel luogo è frequentato solo da gabbiani o gatti, liberi di entrare ed uscire, liberi di andare oltre ogni muro e barriera. Un cielo dai colori sempre più intensi, il silenzio di un rione triestino, sospiri ed abbagli in una vita che persevera nell'errare, volterai le spalle ma quelle mura sono e rimarranno ancora là sino all'inesorabile logoramento di un tempo senza più idee.


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