Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Dilagano i gruppi Sei di se


Sei di Bologna se, sei di Trieste se, sei di Ragusa se, sei di Cagliari se, sei di Torino se, sei di Roma se, centinaia e centinaia di gruppi diffusi in tutta Italia, alcuni trasformati in pagine, dilagano come un fiume inarrestabile su facebook. Molti hanno trovato diffusione nei primi mesi di questo 2014, si va da gruppi, come quello bolognese che vogliono ricordare i loro “avi e amici chi non c'è più e chi ne ha combinate di tutti i colori oppure i personaggi (storici) Bolognesi i e non”, a Monfalcone dove si legge “Appartenere ad una cultura, ad una tradizione ad una storia è fondamentale; significa condividere con chi ci sta accanto le gioie, i problemi, le feste. In questo gruppo vogliamo in modo simpatico, ma con serietà ricordare, per progettare, per crescere, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione. SEI DI MONFALCONE SE”, a Trieste dove si legge “Scrivete qualsiasi cosa purché non sia offensiva” a Verona  "Sei di Verona se... il gruppo dei Veronesi... Città o periferia... Luoghi, personaggi, abitudini, caratteristiche della nostra città!!!" o Roma "Questo gruppo nasce per condividere e raccontare tutto ciò che, tra ricordi ed esperienze di ognuno di noi, ci è capitato di fare o vedere e che caratterizza la città.."  e così via discorrendo. Gruppi in linea di massima nati con l'intento di rivivere il passato, capire cosa si faceva da piccoli, che locali frequentavi e frequenti, che scuola frequentavi o frequenti, università frequentavi e frequenti, lavoro facevi e fai, sempre se lavori, che musica ascoltavi ed ascolti, che persone frequentavi e frequenti, si diffondono foto della propria città, prevalentemente quelle del passato, insomma inconsapevolmente si rischia di fornire una marea di informazioni personali incredibili, che tramite la calamita del passato e del campanilismo, dei ricordi, consentono a qualcuno, o forse più di qualcuno, di sapere tutto di te. Certo, si dirà, ma io non nulla da nascondere, ma quale privacy? Quale tutela dei ricordi passati? Del proprio vissuto? A Milano, per esempio, ora hanno anche organizzato una sorta di evento, o meglio un sondaggio “per sondare il terreno” con indicazione del ritrovo del gruppo a fine marzo, dalla domanda Sei di Milano se ti ritrovi in Piazza del Duomo, Castello Sforzesco,Porta Venezia. Probabilmente esiste una regia dietro la nascita e la diffusione dei primi gruppi Sei di se, una volta diffusi è difficile fermarli e non emularli, i fini  possono essere molteplici, non sempre chiari, ma la cautela è d'obbligo.
Intanto nascono anche i gruppi Non sei di se...


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