Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Dilagano i gruppi Sei di se


Sei di Bologna se, sei di Trieste se, sei di Ragusa se, sei di Cagliari se, sei di Torino se, sei di Roma se, centinaia e centinaia di gruppi diffusi in tutta Italia, alcuni trasformati in pagine, dilagano come un fiume inarrestabile su facebook. Molti hanno trovato diffusione nei primi mesi di questo 2014, si va da gruppi, come quello bolognese che vogliono ricordare i loro “avi e amici chi non c'è più e chi ne ha combinate di tutti i colori oppure i personaggi (storici) Bolognesi i e non”, a Monfalcone dove si legge “Appartenere ad una cultura, ad una tradizione ad una storia è fondamentale; significa condividere con chi ci sta accanto le gioie, i problemi, le feste. In questo gruppo vogliamo in modo simpatico, ma con serietà ricordare, per progettare, per crescere, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione. SEI DI MONFALCONE SE”, a Trieste dove si legge “Scrivete qualsiasi cosa purché non sia offensiva” a Verona  "Sei di Verona se... il gruppo dei Veronesi... Città o periferia... Luoghi, personaggi, abitudini, caratteristiche della nostra città!!!" o Roma "Questo gruppo nasce per condividere e raccontare tutto ciò che, tra ricordi ed esperienze di ognuno di noi, ci è capitato di fare o vedere e che caratterizza la città.."  e così via discorrendo. Gruppi in linea di massima nati con l'intento di rivivere il passato, capire cosa si faceva da piccoli, che locali frequentavi e frequenti, che scuola frequentavi o frequenti, università frequentavi e frequenti, lavoro facevi e fai, sempre se lavori, che musica ascoltavi ed ascolti, che persone frequentavi e frequenti, si diffondono foto della propria città, prevalentemente quelle del passato, insomma inconsapevolmente si rischia di fornire una marea di informazioni personali incredibili, che tramite la calamita del passato e del campanilismo, dei ricordi, consentono a qualcuno, o forse più di qualcuno, di sapere tutto di te. Certo, si dirà, ma io non nulla da nascondere, ma quale privacy? Quale tutela dei ricordi passati? Del proprio vissuto? A Milano, per esempio, ora hanno anche organizzato una sorta di evento, o meglio un sondaggio “per sondare il terreno” con indicazione del ritrovo del gruppo a fine marzo, dalla domanda Sei di Milano se ti ritrovi in Piazza del Duomo, Castello Sforzesco,Porta Venezia. Probabilmente esiste una regia dietro la nascita e la diffusione dei primi gruppi Sei di se, una volta diffusi è difficile fermarli e non emularli, i fini  possono essere molteplici, non sempre chiari, ma la cautela è d'obbligo.
Intanto nascono anche i gruppi Non sei di se...


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