Se il tempo si è fermato in quel 25 gennaio 2016

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  Dopo dieci anni decidi di andare a rileggere le prime dichiarazioni a caldo, del dittatore egiziano, pronunciate dopo il ritrovamento del corpo di Giulio. La freddezza di stile istituzionale, le solite clausole di stile verrebbe da dire, dalle condoglianze, alle esortazioni per venire a conoscenza delle ragioni che hanno portato all'uccisione di Giulio e poi gli elogi, immancabili, reciproci, si legge : " Renzi ha ringraziato  Sisi per le sue sincere condoglianze, elogiando uno spirito di cooperazione dimostrato dalla parte egiziana " . Parole. Che lasciano il segno. Certo, poi verrà richiamato per consultazioni l'ambasciatore, ma la sensazione che quel gesto del richiamo fu più per una maschera politica che per reale convinzione nessuno la potrai mai e poi mai cancellare, anche perché poi hanno parlato i fatti. I soldi, gli accordi, il commercio, le relazioni politiche, la strepitosa normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, dal turismo, alla ricerca, beff...

La nuova terra dello shopping del Friuli Venezia Giulia


Bacino di utenza stimano in circa 1,3 milioni di persone. 90.000 m2, 175 negozi, oltre a un parcheggio per circa 4.200 auto ed un cinema con sette sale per un totale di 1237 posti. Questo è il “Tiare Shopping”, il centro commerciale più grande del Nord Est, uno dei più grandi di Europa ed il primo in Italia ad essere un unicum con il negozio IKEA direttamente collegato a questo mega centro commerciale con un corridoio ed alcune scale mobili, il secondo sarà il Brescia Shopping la cui apertura è prevista per il 2015appartiene a  Inter IKEA Centre Group (IICG) sviluppa e gestisce strutture commerciali in cui è presente un negozio IKEA quale ancora primaria. IICG è attivo in tutta l’Europa e si sta espandendo in Cina. Ha aperto il 5 dicembre 2013, migliaia e migliaia di visitatori nei primi giorni , salutato con favore ed entusiasmo da molti politici locali, anche di sinistra, ma quel centro commerciale fa tremare la piccola economia del Friuli Venezia Giulia. Tra le tante cose dette vi è quella che quel centro favorirebbe il turismo.
Certo, sul sito del centro commerciale si promuovono alcune zone del Friuli Venezia Giulia, ad oggi Trieste,
le terme di Grado, San Michele del Carso, Aquileia, Cividale il Parco Zoo Punta Verde , i sapori del Carso, ma non Gorizia, per esempio. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 21, facilmente raggiungibile in auto, collocato in prossimità dello svincolo autostradale Villesse Gorizia, la domanda sorge spontanea.
Ma chi si reca ad un centro commerciale, specialmente di quella natura e dimensione dove vi è di tutto e di più e forse anche oltre ogni più, per quale motivo deve poi recarsi a Trieste, Udine, Gorizia ecc centri situati a circa 30 km e più di distanza da quel luogo? Certo, qualcuno lo farà, ma saranno in pochi, salvo che non si inneschi un sistema di incentivi, anche economici e di promozione reale del territorio. Non basta scrivere sul sito quello che si può velocemente visitare a Trieste o ad Aquileia, incentivare il turismo è altra storia, complessa articolata e d il tutto deve essere necessariamente correlato alla politica.
Chi si reca al centro commerciale lo fa perché è quella la destinazione.
Un giro tra i negozi, un caffè al bar, la spesa, un film al cinema e poi a casa. Quel centro commerciale, la cui edificazione è legittima e legale, stante il funzionamento della società esistente, risucchierà certamente nel medio lungo periodo diverse piccole attività economiche e commerciali locali, in particolar modo tra Trieste e Gorizia. Ciò è inevitabile ed anche naturale, altrimenti quale concorrenza? Perché aprire un centro commerciale con centinaia di negozi? Perché la gente comune deve recarsi al negozio della propria città se al Tiare può trovare offerte e prezzi imbattibili? Perché il Tiare deve sponsorizzare ed aiutare i negozi sparsi per le altre città ? Perché deve perdere guadagni?
Prezzi imbattibili, vi sono tutti i tipi di negozi, si trova tutto quello che può servire al consumatore medio ed è facilmente raggiungibile e la storia potrebbe chiudersi qui. La cosa interessante è che quando ti rechi in qualche negozio del centro commerciale ti chiederanno anche il CAP.
Il motivo?
Capire e conoscere la provenienza dei clienti per potenziare la pubblicità e le politiche promozionali finalizzate ad attirare la gente in particolar modo da quei luoghi ove la provenienza, appunto, è minore.
Il Friuli Venezia Giulia è caratteristico per i suoi borghi, per le sue città a dimensione umana, quella struttura è aliena rispetto alla storia del Friuli Venezia Giulia e chi ne pagherà le conseguenze saranno i piccoli imprenditori e l'indotto correlato, ai cittadini comuni non cambierà la vita più di tanto, anzi sembra proprio che quel luogo sia stato ben accolto.
Ripeto, il tutto è legale e legittimo, anzi quel centro, diversamente da come accade in altri centri commerciali, tenta di promuovere, ma ad oggi in modo non idoneo, il turismo locale tramite il suo sito internet, ma il ragionamento della grande concentrazione danneggia inevitabilmente quella piccola economia che grande ha fatto in un tempo che non più esiste questo Paese. La terra dello shopping, tra luci, promozioni nel suo essere il tipico centro commerciale occidentale, ed una crisi perdurante, sarà un test sociale interessante, ma una prova di sopravvivenza incredibile forse improponibile per centinaia di piccoli commercianti.



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