Passa ai contenuti principali

Il Dirigente scolastico e la carta bianca per le visite pastorali





Può il Dirigente Scolastico avere carta bianca, su delega del Consiglio d'Istituto o del Collegio docenti, per autorizzare le visite pastorali a scuola?
Quale coordinamento tra Consiglio d'Istituto e Collegio docenti?
Partiamo da una premessa che è necessaria.
La laicità dello Stato, per come funziona in Italia, ha trovato delle indicazioni nelle sentenze della Corte Costituzionale n. 203 del 1989, con riferimento agli articoli 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, e nella sentenza n. 334 del 1996, sentenze che legittimano situazioni che a livello di principio si scontrano con l'etica pura della laicità neutralizzante ogni credo.
L ’articolo 311, al comma 1, del Testo unico della Scuola, afferma che “La Repubblica italiana, nel garantire la libertà di coscienza di tutti, riconosce agli alunni delle scuole pubbliche non universitarie, il diritto di avvalersi o di non avvalersi di insegnamenti religiosi”. Inoltre, al comma 2, stabilisce che “Per dare reale efficacia all’attuazione del diritto di avvalersi o di non avvalersi di insegnamenti religiosi, si provvede a che l’insegnamento religioso ed ogni eventuale pratica religiosa, nelle classi in cui sono presenti alunni che hanno dichiarato di non avvalersene, non abbiano luogo in occasione dell’insegnamento di altre materie, né secondo orari che abbiano per i detti alunni effetti comunque discriminanti”.
Il parere n. 41778/08 reso dall’Avvocatura generale dello Stato - Sezione VII - in data 8 gennaio 2009 riteneva come legittima la circolare del Ministro della pubblica istruzione prot. 13377 del 13 febbraio 1992, che ha ammesso la possibilità di far rientrare, su iniziativa e deliberazione conforme degli organi collegiali dei singoli istituti, eventuali atti di culto, quali la celebrazione di una messa di inizio anno scolastico e le benedizioni pasquali, nell’ambito delle iniziative extrascolastiche di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 416 del 1974.
Ciò nonostante una sentenza del TAR che annullava la Circolare del Ministro per la Pubblica Istruzione del 13 febbraio 1992, prot. n. 13377/544/MS, nella quale il Ministro affermava di ritenere che «il Consiglio di Istituto ... possa deliberare ... di far rientrare la partecipazione a riti e cerimonie religiose tra le manifestazioni ed attività extrascolastiche previste dalla lettera d) dell’art. 6, d.p.r. 416/74».
Certo, è anche vero che con l' Ordinanza del Consiglio di Stato, sezione sesta, n. 392/1993 del 26.3.1993 si è affermato che “ Considerato che la nota del Ministero della pubblica istruzione n. 13377/544/MS del 13 febbraio 1992 è atto meramente interpretativo e pertanto dallo stesso non può derivare alcun pregiudizio ai ricorrenti in primo grado; Considerato altresì che la delibera n. 31 del 12 maggio 1992 là dove prevede “di utilizzare una delle giornate a disposizione per le attività educative per consentire l’eventuale partecipazione ad una cerimonia religiosa di inizio e/o fine anno scolastico e l’accesso di un sacerdote per la benedizione pasquale, secondo modalità lasciate all’organizzazione dei singoli plessi, nel rispetto del diritto delle minoranze” non arreca pregiudizio alla libertà di astenersi dalla attività di carattere religiosa per gli alunni per i quali non sia stata effettuata l’opzione per l’insegnamento della religione cattolica”. 

Ma nel detto parere esplicava anche che il comportamento degli organi scolastici , Dirigenza in primis, deve sempre ispirarsi al criterio di opportunità, dando particolare rilievo alla sensibilità e al coinvolgimento delle componenti scolastiche, in caso contrario il Dirigente scolastico potrebbe essere passibile di provvedimenti disciplinari. 
A tal proposito è il caso di ricordare alcuni provvedimenti legislativi e sentenze in merito, come ben affermante nel corso del tempo dall'organizzazione UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
La legge 11 agosto 1984, n. 449, di approvazione dell’intesa con la Tavola Valdese, all’art. 9 vieta ogni eventuale pratica religiosa che si svolga in orario scolastico o secondo orari che abbiano effetti discriminati per gli alunni, nelle classi in cui sono presenti alunni che abbiano dichiarato di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica; La legge 22 novembre 1988, n. 516, relativa all’intesa con l’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno (art. 11); la legge 22 novembre 1988, n. 517, relativa all’intesa con le Assemblee di Dio in Italia (art. 8); la legge 8 marzo 1989, n. 101, relativa all’intesa con le Comunità ebraiche italiane (art. 11); la legge 12 aprile 1995, n. 116, relativa all’intesa con l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (art. 10); la legge 29 novembre 1995, n. 520, relativa all’intesa con la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (art. 8): le quali, con disposti analoghi, vietano che siano previste forme di insegnamento religioso diffuso nello svolgimento dei programmi di altre discipline e che siano richieste agli alunni pratiche religiose o atti di culto; la sentenza del TAR per l’Emilia-Romagna, Bologna, sez. II, del 17 giugno 1993, n. 250, annulla le delibere dei Consigli di circolo che avevano autorizzato lo svolgimento di cerimonie religiose in orario scolastico ed infine la sentenza del TAR per il Veneto, sez. II, del 20 dicembre 1999, n. 2478, dichiara illegittima la delibera del Consiglio di circolo che disponeva lo svolgimento di attività religiose in orario scolastico.
Tanto detto, ai sensi dell'articolo 7 e 10 del dlgs DECRETO LEGISLATIVO 16 aprile 1994, n. 297 è competenza sia del Collegio docenti che del Consiglio d'Istituto di pronunciarsi in materia, di deliberare positivamente o negativamente. I detti Organi Collegiali non possono produrre una delega in bianco a favore della Dirigenza Scolastica affinché questa possa autorizzare, senza consultazione o delibera specifica preventiva alcuna, le visite pastorali a Scuola, in caso contrario rischierebbero dei giusti contenziosi con tutte le conseguenze del caso.
E' da specificare che è necessaria, affinché la visita pastorale possa avere luogo, una delibera positiva sia del Collegio docenti che del Consiglio d'Istituto, nel caso in cui, solo uno dei due organi, dovesse pronunciarsi negativamente, essendo necessario, a parer mio, a tale scopo un chiaro coordinamento ed una piena adesione della scuola all'iniziativa ivi considerata, nessuna visita pastorale potrà avere luogo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…