Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

L'OMS e l'educazione sessuale a scuola, basta con la storia della cicogna, sì alla diversità




Un documento del 2010, prodotto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità riguardante gli Standard per l’educazione sessuale in Europa”. Inizia a far discutere anche in Italia,un Paese conservatore, tradizionalista, avvolto da velo di principi, spesso religiosi, che inibiscono la libertà esistenziale dell'individuo. Un Paese che deve andare oltre quel puritanesimo che nella maggior parte dei casi è solo apparenza e simulazione.

E' mutata la società, internet è un canale di accesso di informazioni delicato ed incontrollato, e non si può più far finta di non voler vedere.
Insomma è arrivato il momento di prepararsi ad una nuova educazione sessuale, una educazione che sia eterogenea, che insegni a rispettare le diversità e ad accettare e condividere la propria identità.
Il documento nasce per affrontare le numerose sfide riguardanti la salute sessuale: i tassi crescenti dell’HIV e di altre infezioni sessualmente trasmesse (IST), le gravidanze indesiderate in adolescenza e la violenza sessuale, solo per citarne alcune. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono determinanti per il miglioramento della salute sessuale generale.
L' iniziativa è stata avviata dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS nel 2008 e realizzata dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) di Colonia, un centro di collaborazione dell’OMS per la salute sessuale e riproduttiva, in stretta cooperazione con un gruppo di 19 esperti di varia formazione- dalla medicina alla psicologia, alle scienze sociali - provenienti da nove paesi dell’Europa occidentale. 
Per esempio si scrive che un bambino di quattro anni potrebbe chiedere da dove vengono i bambini e la risposta “dalla pancia della mamma” è di solito sufficiente e “adeguata per l’età”. Solo in seguito lo stesso bambino potrebbe iniziare a domandarsi: “Come ci arrivano i bambini nella pancia della mamma?” e in quel momento sarà “adeguata per l’età” una risposta diversa. La risposta non corretta è “sei troppo piccolo per queste cose!”. Il concetto di “adeguatezza rispetto all’età” spiega perché nell’educazione sessuale può essere necessario tornare sugli stessi argomenti in età differenti: al crescere dell’età gli stessi argomenti verranno illustrati in maniera più esaustiva nel resto del documento.
Finisce l'era della cicogna e dell'omologazione.
D'altronde il diritto del bambino all’informazione è stato altresì riconosciuto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’ONU, che ha visto la luce nel 1989 e da allora è stata ratificata dalla maggioranza degli Stati. La Convenzione afferma chiaramente il diritto alla libertà di espressione e il diritto di ricercare, ricevere e divulgare informazioni e idee di ogni natura (articolo 13); l’articolo 19 indica il dovere degli Stati di adottare delle misure educative per proteggere i minori, dall’abuso sessuale.
Ma è importante citare anche un documento dell'Unesco (2009b), p. 2) lì ove si afferma che “E’ definita Educazione Sessuale un approccio, adeguato all’età e alla cultura, nell’insegnamento riguardante il sesso e le relazioni attraverso la trasmissione di informazioni scientificamente corrette, realistiche e non giudicanti. L’educazione Sessuale offre, per molti aspetti della sessualità, l’opportunità sia di esplorare i propri valori e atteggiamenti, sia di sviluppare le competenze decisionali, le competenze comunicative e le competenze necessarie per la riduzione dei rischi.
Per quanto riguarda la scuola primaria si evidenzia che i bambini diventano più chiusi e pudichi. La loro sessualità è quiescente e lo sviluppo morale alimenta un crescente senso di vergogna al riguardo.
Nel documento si scrive che “In questa fase si presentano i giochi a sfondo sessuale: sono stati osservati in un terzo dei maschi di otto anni e la percentuale aumenta gradualmente al crescere dell’età. In linea generale, l’attività sessuale è meno diffusa tra le bambine ma anche per loro l’interesse per la sessualità aumenta con la crescita. Ai bambini (dall’età di cinque anni e specialmente tra i sette e gli otto) piace mostrare i propri genitali ed anche guardare i genitali degli altri bambini. La motivazione principale risiede nella curiosità e nella sete di conoscenza. La sessualità infantile è molto più ampia di quella di un adulto medio e può essere considerata come un aspetto dello sviluppo della sensualità, che fa parte dello sviluppo psicologico, sociale e biologico”.
I principi che caratterizzano l'educazione sessuale dell'imminente futuro sono importanti specialmente per quanto concerne la diversità nel vivere la propria sessualità.L’educazione sessuale poggia saldamente sui principi di equità di genere, autodeterminazione e accettazione della diversità, deve essere intesa come un contributo verso una società giusta e solidale, attraverso l’empowerment delle persone e delle comunità locali ma deve anche rispettare la diversità sessuale e le differenze di genere, per conseguire quel grado di consapevolezza dell’identità sessuale e dei ruoli di genere che oggi giorno è contrastata da una sempre maggiore crescente, ad esempio, omofobia.
Essere in grado di instaurare relazioni (sessuali) paritarie in cui vi siano comprensione reciproca e rispetto per i bisogni e i confini reciproci contribuisce alla prevenzione dell’abuso e della violenza sessuale .
Nell’organizzare i contenuti di ciò che deve essere insegnato a una determinata età, sono state definite delle fasce di età in base ai compiti di sviluppo. Le fasce di età sono 0-4 anni, 4-6 anni, 6-9 anni, 9-12 anni, 12-15 anni, e dai 15 anni in su; sono state scelte concordemente alle fasce di età dell’OMS e in quanto corrispondono alle fasi evolutive.



Insomma è arrivato il momento per la scuola italiana di accogliere le indicazioni come fornite dall'OMS per modernizzarsi e rendere l'individuo più libero, consapevole ed abbattere ogni muro di pregiudizio.


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