Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Le ronde 2.0




Armati di macchina fotografica o telefonino, li vedrai circolare per le città con lo scopo di immortalare persone che rischiano, con i loro comportamenti, di compromettere l'ordine prestabilito.
Fotograferanno ciclisti sul marciapiede, persone consumare bisogni per strada, persone consumare pasti per strada, persone picchiarsi per strada, persone fare qualsiasi cosa per strada, ma quel qualcosa deve turbare l'animo del sentimento comune dell'italiano medio.
E poi con un click ecco la rete , principalmente su facebook con i suoi gruppi locali, molti in FVG, e pagine diventare la vetrina ove esporre la propria "preda". A volte quelle foto, violando ogni privacy, vengono usate come pretesto per fomentare cattiverie e non è escluso che possa derivarne anche una sorta di caccia all'uomo , altre volte vengono diffuse semplicemente per denunciare comportamenti poco civili in base alle regole ed ai costumi occidentali.
Le ronde 2.0 sono una realtà, anche se virtuale, e ciò non lo si deve sottovalutare.
Un conto è fotografare cose, oggetti, che magari possono essere ricondotte a gesti degni del peggior malcostume, un conto è fotografare le persone, con visi ben visibili e rendendole facilmente identificabili. Attenzione potresti essere tu, che ora leggi questo intervento, ad essere stato o stata fotografato o fotografata.
Nelle piazze, nelle strade, non ci si parla più.
Ognuno cammina per la propria via, spesso guardando in basso ed i propri piedi, difficilmente si incroceranno gli sguardi e quando questo accade è spesso per sentimento di sfida.
Ma il non parlarsi, il non confrontarsi, conduce all'estremo.
Questo estremo sarà l'insulto, l'insulto che dilagherà prima per le vie di internet, dove accade di tutto e di più e poi rischia di diventare concreto nella realtà ordinaria che va oltre la tastiera ed il computer.
Questo è uno dei problemi della rete, che ha certamente facilitato la condivisione e la diffusione di notizie ed informazioni, ma nello stesso tempo ha comportato una reale accelerazione della mancanza di dialogo oltre i muri della propria stanza.
Le ronde 2.0 sono variegate,  però spesso  tendono a segnalare comportamenti “incivili” assunti  in via prevalente da persone non italiane rischiando di essere una fionda per l'intolleranza. D'altronde basta l'errore commesso da un solo soggetto per attaccare una intera comunità  e di precedenti, in FVG ve ne sono diversi.

Marco Barone  

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