Passa ai contenuti principali

L'albero di natale di Trieste tra i 28 più belli del mondo, brevi riflessioni



Quinto natale in periodo di crisi, quinta festività dove tra record di disoccupazione, consumi disastrosi, e conflitti e tensioni sociali sempre crescenti, da festeggiare vi è veramente poco.
Ma, come sempre accade in questo periodo, ecco spuntare le classifiche che premiano, in base a criteri totalmente sconosciuti, certe e date iniziative. Il Sole 24 Ore pubblica in rete le 28 foto dei migliori, secondo loro, alberi di natale di tutto il mondo. Ed ecco, alla quarta foto, che non vuol significare quarto posto, apparire Trieste
Tra Mosca, Lisbona,Bruxelles,Londra, Toronto,Nizza e tante altre città, tra l'albero di Natale del Quirinale,l'istallazione Big Bambu' realizzata a Roma, nel quartiere Testaccio di Roma, l'albero della Casa Bianca, ecco apparire la foto che immortala, nel buio natalizio, Piazza unità d'Italia di Trieste, con questa nota di accompagnamento : il “presepe a grandezza quasi naturale sotto il gigantesco albero di Natale di Piazza dell'Unità e, sullo sfondo, il palazzo del Municipio sulla cui facciata sono proiettati giochi di luce”.
Certo, i gusti sono sempre soggettivi, penso per esempio agli effetti di giochi di luce proiettati sul Palazzo “Sipario”. Ad alcuni sono piaciuti, ad altri invece no, definendo il tutto come una semplice tamarrataD'altronde Trieste è una città ove si critica l'impossibile, ove si trova il pelo più piccolo ed invisibile in qualsiasi uovo, cosa che non deve essere letta negativamente, perché ciò dimostra come sia alta e viva la voglia di partecipare e vivere la propria città. Una città che è affascinante, che potrebbe essere tra le più belle del mondo, ma che non lo è, ma forse lo è stata nei tempi dei suoi maggiori fasti. Oggi Trieste è un set cinematografico, una splendida musa letteraria, i libri che hanno per oggetto o soggetto o come contorno Trieste sono numerosissimi, è una città sul mare ma non di mare, un mare che funge da contorno e che a volte smarrisce anche il suo profumo, una città ove puoi camminare sul molo che ha come base i resti della nave San Carlo e che, in pieno centro città, ti consente di essere sospeso tra il cielo ed il mare.
Ed allora quella classifica del sole 24 ore, che non è l'unica realizzata in rete, ve ne sono diverse,da quelle che fanno la classifica degli alberi più costosi del mondo, e primeggia quello di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dal valore di 11 milioni di dollari, a quelli più piccoli del mondo, come quello realizzato in Germania ed è alto 14mm, prendiamola come auspicio, sorvolando sui gusti, sulla reale bellezza delle decorazioni natalizie di Piazza dell'Unità, per un 2014 che possa essere di rilancio per la nostra città.


Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto