Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

Immagine
  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Aboliamo Regioni, Province e salviamo i Comuni




Il DDL Del(i)rio, aggiungo la i tra parentesi perché il provvedimento che dovrebbe essere approvato entro fine anno è un vero e proprio delirio, avrebbe lo scopo di riordinare il sistema delle province, prevedere l'istituzione dell'Unione dei Comuni ma anche di nuove città metropolitane, come quella di Trieste, in relazione all'ultimo emendamento presentato in Parlamento, ma in verità alimenta solo il caos. Da un lato hai una parte di  sinistra che cerca di demolire il sistema delle province , a tale riguardo si ricorda che il costo di 1.774 amministratori provinciali per il 2011 è stato di 111 milioni di euro. La spesa presunta per nuove elezioni provinciali ai sensi della normativa previgente era stata stimata in 318,7 milioni di euro, di cui circa 118,4 milioni a carico dello Stato.

Insomma costi certamente rilevanti.
Dall'altro lato hai una parte di  destra che invece vuole l'abolizione delle Regioni sostenendo tra le varie cose che ad esempio “nel 1980 (dunque, ad appenda dieci anni dalla creazione delle Regioni) la spesa pubblica ha raggiunto in Italia il 40,6% del Pil contro il 30,1 per cento del 1960”.
Che fare?
Tra la demagogia politica, tra la Corte Costituzionale che ricorda che la detta materia deve richiedere un coinvolgimento effettivo delle parti interessate e che nessuna decretazione d'urgenza è possibile, il dibattito comunque sia ha preso piede.
Personalmente io proporrei l'abolizione delle Regioni e delle Province e manterrei fermo e stabile il sistema dei Comuni.
I Comuni sono l'unica realtà vicina alla gente, i Comuni devono essere tutelati e salvaguardati contrariamente da quello che accade oggi giorno, vedi il nefasto patto di stabilità che ha letteralmente ucciso l'economia locale e stabilizzato l'austerità.
Insomma abolire le Regioni, abolire le Province e salvaguardare gli oltre 8 mila Comuni italiani sarebbe un bel segno di civiltà. 

I Comuni sono un bene comune, difendiamoli.




Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?