I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Spending review togliere al pubblico per dare al privato



Obiettivo?
32 miliardi di euro da conseguire entro il 2016.
Lo scopo?
Condurre l'Italia al livello medio europeo.
Come?
Abbassando la tassazione sul lavoro.
Insomma si taglierà nel pubblico per incentivare il privato.
Certo, è vero che vi sono sprechi che ben hanno rispecchiato il sistema clientelare che ha retto sia la prima che la seconda Repubblica.
E' vero che andrà rivisto il sistema delle province, io per esempio sarei favorevole anche all'accorpamento delle Regioni, salvaguardando quelle a Statuto speciale, accorperei quelle più piccole ed abolirei tutte le province ma salvaguarderei invece il sistema dei Comuni.
Ma il vero punto della questione sono i servizi pubblici, il lavoro e le condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici.
Tagliare nel pubblico per dare ai privati, alle aziende, significa incidere, ancora ed ancora, sui diritti già lesi del dipendente pubblico.
Imporre nuovi obblighi contrattuali, ridurre gli stipendi, bloccare le assunzioni e conseguentemente colpire anche i servizi pubblici e sociali ed a quel punto anche l'intervento del capitale privato sarà difficilmente evitabile. Vogliono colpire al cuore il sistema pubblico, nelle casse, per renderlo più debole, e destinare i soldi alle aziende per il noto cuneo fiscale.
La svendita del nostro patrimonio è già iniziata. Migliaia di beni immobiliari sono sul mercato pronti per essere comprati al momento giusto, quando il loro valore sarà al minimo. 
La stessa cosa accadrà con i servizi pubblici se non si fermerà questa operazione.
Perché togliere 32 miliardi di euro dal pubblico per forza di cose vuol significare la necessità di garantire certi e dati servizi con il capitale privato. 
Eppure vi sarebbero altri ed infiniti modi per attingere risorse da destinare, per esempio, al settore del lavoro privato..
Patrimoniali nei confronti del 10% della popolazione che detiene oltre il 50% della ricchezza nazionale, demolire le spese militari, ed i miliardi di euro tolti al pubblico, per contrastare alcuni sprechi determinati dalla cattiva politica, dovrebbero, a parer mio, ritornare al pubblico  investendo in istruzione, cultura, turismo e ricerca. Perché questa forma di investimento porterebbe ricchezza per tutti.
Ma hanno deciso di porre in competizione il pubblico con il privato, due sistemi che si affronteranno, porranno i dipendenti pubblici in competizione con i dipendenti privati, divideranno i fronti unici possibili di lotta, perché alla fine ognuno difenderà il proprio arido orticello.
Il problema è e sarà sempre lo stesso, il capitalismo.
E' il capitalismo che deve essere licenziato non i lavoratori.





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