Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Masterpiece un talent show per aspiranti scrittori? Mica tanto



Masterpiece ha già fatto discutere, farà discutere e non potrà che fare discutere,anche perché è in programma su Rai Tre, dunque su una rete pubblica che dovrebbe fare servizio pubblico. L'Italia ha partorito immensa cultura. Ora l'Italia rischia di partorire una roba che non ha identità. O forse sì.

Sono in cerca di un libro mediocre, vendibile, grazie alla significativa mole di pubblicità e sponsor, ma soprattutto in cerca del personaggio. Un tempo si leggeva il libro senza dar tanto peso al modo di essere dell'autore, al suo essere presentabile in pubblico ed al pubblico. L'autore,la sua vita, il suo stile di vita, erano sì importanti, ma poi non tanto per vendere o leggere un libro. Oggi invece si ribaltano le cose.
Lo spettacolo.
Il teatro.
Il commercio.
Povera letteratura.

Ma la cosa che deve indurre anche alla riflessione è la seguente: nel regolamento vi era espressamente scritto che centro del programma sarà la sfida tra aspiranti scrittori che non hanno mai pubblicato una propria opera letteraria.
Bene.
Allora mi si dice perché una partecipante che è stata finalista, nel programma, ha già pubblicato un libro con tanto di codice ISBN?
Di chi parlo?
Di Romina Questa.
Mi si dice perché il vincitore della prima puntata, Lilith Di Rosa, ha già pubblicato due libri?
Come si interpreta il regolamento?
Cosa si intende per aspirante scrittore? Ah certo, al punto tre del regolamento vi è scritto che l’autore dichiara che la propria opera è originale e inedita. L’opera non deve essere stata pubblicata da nessuna casa editrice, con codice ISBN, su qualsivoglia supporto e/o attraverso qualsivoglia strumento e/o piattaforma distributiva. Se l’opera è stata pubblicata su qualsiasi sito di self publishing, senza codice ISBN, è candidabile. Insomma una piccola schizofrenia regolamentare? Chissà se vi saranno altri casi in tal senso. Questo programma più che per aspiranti(?) scrittori lo avrebbero dovuto presentare come per aspiranti personaggi televisivi.



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