Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Il saluto romano,i simboli del fascismo, sono un reato



Come è noto in Italia crescono le realtà neonazifasciste. Incrementano i raduni, incrementano i simpatizzanti verso quell'ideologia che ha partorito solo male.
Ma crescono anche realtà politiche che si mascherano con nomi e simboli nuovi ma che in verità nascondono, poi in modo neanche tanto velato, il richiamo forte e conciso al fascismo o nazismo.
Invocano l'articolo 21 della Costituzione.
Ma l'articolo 21 della Costituzione non è pensato per i fascisti né per i nazisti né per i razzisti, loro non hanno alcun diritto di diffondere idee ed ideologie anticostituzionali, antidemocratiche contro ogni senso vivo di umanità.
E' il caso di ricordare alcune sentenze.

La sesta sezione penale della Cassazione con la sentenza n.35549 /2012 ,conferma una condanna inflitta dalla Corte d'Appello di Firenze ad una persona che nel corso di una riunione pubblica ha effettuato il classico saluto fascista romano con "slogan inneggianti al razzismo e al regime fascista".

Vi è anche la sentenza 25184/2009 che ricorda, sempre in merito al saluto fascista, che non può essere questo considerato come una mera espressione della possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero poiché si tratta di un gesto "che istiga all'odio razziale, cioè che sconfina nell'istigazione alla violenza, e - quindi - come tale va punito ex art. 2 legge 205/93 ".

L'ultima sentenza è la
39860/2013 "indossare una maglietta o altro capo di abbigliamento con scritte e simbologie del partito fascista non può integrare reato,(...) l'essersi presentato esibendo la maglietta con scritte e simboli inneggianti al regime fascista e ai valori dell'ideologia fascista integra la condotta di comportamenti vietati".

Certamente non basterà la repressione penale a risolvere questo problema, che a dire il vero è minima perché si parla di sanzioni spesso irrisorie, la soluzione potrà venire solo dalla condivisione reale e quotidiana dell'antinazifascismo e di tutte le sue evoluzioni.


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