Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Il 15 settembre Trieste pericolosamente s'è destra




Arriveranno anche da oltre 500 km di distanza per sostenere quella manifestazione che viene considerata come fondamentale per l'italianità di Trieste, ovvero quella lanciata da Trieste pro patria, che vede tra i sostenitori realtà ben note patriottiche e di destra come le associazioni Novecento e Pertan, la Federazione degli arditi e il Comitato 10 febbraio
Ma come scritto verranno anche da oltre Trieste.
Da un lato vi è l'adesione da parte dei Camerati del Nord Est Italia dall'altro da parte del movimento irredentista italiano che così scrive sulla sua pagina ufficiale di facebook:
“Ai patrioti ed agli irredentisti che vorranno essere presenti, diamo appuntamento al luogo di ritrovo. A chi non potrà partecipare, suggeriamo di continuare a seguire la nostra pagina e quella del comitato per restare aggiornati su tutte le prossime iniziative. Per Trieste e per l'Italia! Ad Maiora!”
Un movimento che si batte per la difesa dell'italianità ed il cui simbolo è simile a quello di Trieste pro patria che riprende il simbolo irredentista del Circolo Garibaldi del 1848 nato per mano e volere di massoni, in particolar modo aderenti al Grande Oriente d'Italia. Il tutto per contrastare l'altra manifestazione nazionalistica del MTL e di coloro che vogliono la realizzazione del Territorio Libero di Trieste.
Due manifestazioni che si svolgeranno nello stesso giorno in città, ma in orari diversi. I primi in mattinata i secondi in pomeriggio, ma non è escluso che qualche provocazione possa arrivare, rilevato che molti sostenitori arriveranno a Trieste anche il giorno prima. Ma in tutto ciò, coloro che non stanno né con il nazionalismo di Trieste pro patria, come sostenuto dalle forze di estrema destra sopra citate, e coloro che non sostengono il Territorio Libero di Trieste ed i movimenti che si battono per ciò che richiamano il vecchio leghismo, coloro che non vogliono alcun tipo di nazionalismo, che si battono per l'antifascismo e la difesa della Costituzione italiana, dove sono?
Trieste può essere in tal 15 settembre abbandonata a tali nazionalismi?
Che la riflessione abbia inizio.



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