Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

E ritorna al-Qāʿida



Come una partita di ping pong.
Ora la crisi, ora il terrorismo, ora la crisi ora il terrorismo.
Finisce la crisi, e si ricomincia con il terrorismo. Finisce il terrorismo ed inizia una nuova crisi.
Sono oramai dodici anni da quel giorno, che è stato il giorno che ha visto crollare il mito della sicurezza americana.
Da quel momento, si è legalizzato e legittimato di tutto e di più.
Controlli, perquisizioni, metal detector, spie e controspionaggio, torture e sequestri e guerre.
Poi cala il sipario, ma i controlli finalizzati a garantire la sicurezza di chi poi non è dato comprendere e da chi e cosa neanche, continueranno in gran segreto e si parlerà della così detta crisi.
Ed ecco che mentre questa famigerata crisi giunge verso una fine, che non è detto sia la fine, ritornare con prepotenza quel nome, quel nome che abbiamo non propriamente dimenticato ma certamente non era più all'ordine del giorno e di ogni giorno, al-Qāʿida.
Il tutto proprio mentre esplode il datagate e dove in qualche modo si deve giustificare l'aver spiato Paesi anche alleati ma totalmente in stato di effettiva sudditanza verso gli Stati Uniti d'America.
Da seni finti che contengono esplosivo, ad un nuovo esplosivo invisibile ai controlli, al nuovo allarme attentati in Europa su treni ad alta velocità.
Poi perché solo quelli ad alta velocità non è dato bene comprendere, visto che il grosso degli spostamenti si verifica di norma con treni regionali e non ad alta velocità. Alta velocità che è contrastata su vari fronti.
Pensieri, quanti pensieri.
Arriveranno nuovi controlli? Arriveranno nuove misure di restrizione? Arriveranno nuove spettacolari retate che salveranno l'umanità dagli attentati e giustificheranno e legittimeranno ogni spionaggio? O qualcosa di peggio? Qualcuno ovviamente maturerà profitto, come coloro che realizzeranno strumentazioni di sicurezza. Intanto si avvicinano i dodici anni dall'attentato delle Torri Gemelle, tante verità, nessuna verità.
Come sempre è solo questione di prospettiva, una prospettiva che a volte può essere funesta, altre volte semplicemente banale ma inquietante.
E la partita a ping pong continua.





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