Come una partita di ping pong.
Ora la crisi, ora il terrorismo, ora la
crisi ora il terrorismo.
Finisce la crisi, e si ricomincia con
il terrorismo. Finisce il terrorismo ed inizia una nuova crisi.
Sono oramai dodici anni da quel giorno,
che è stato il giorno che ha visto crollare il mito della sicurezza
americana.
Da quel momento, si è legalizzato e
legittimato di tutto e di più.
Controlli, perquisizioni, metal
detector, spie e controspionaggio, torture e sequestri e guerre.
Poi cala il sipario, ma i controlli
finalizzati a garantire la sicurezza di chi poi non è dato
comprendere e da chi e cosa neanche, continueranno in gran segreto e
si parlerà della così detta crisi.
Ed ecco che mentre questa famigerata
crisi giunge verso una fine, che non è detto sia la fine, ritornare
con prepotenza quel nome, quel nome che abbiamo non propriamente
dimenticato ma certamente non era più all'ordine del giorno e di
ogni giorno, al-Qāʿida.
Il tutto proprio mentre esplode il
datagate e dove in qualche modo si deve giustificare l'aver spiato
Paesi anche alleati ma totalmente in stato di effettiva sudditanza
verso gli Stati Uniti d'America.
Da seni finti che contengono esplosivo,
ad un nuovo esplosivo invisibile ai controlli, al nuovo allarme
attentati in Europa su treni ad alta velocità.
Poi perché solo quelli ad alta
velocità non è dato bene comprendere, visto che il grosso degli
spostamenti si verifica di norma con treni regionali e non ad alta
velocità. Alta velocità che è contrastata su vari fronti.
Pensieri, quanti pensieri.
Arriveranno nuovi controlli?
Arriveranno nuove misure di restrizione? Arriveranno nuove
spettacolari retate che salveranno l'umanità dagli attentati e
giustificheranno e legittimeranno ogni spionaggio? O qualcosa di peggio? Qualcuno
ovviamente maturerà profitto, come coloro che realizzeranno
strumentazioni di sicurezza. Intanto si avvicinano i dodici anni
dall'attentato delle Torri Gemelle, tante verità, nessuna verità.
Come sempre è solo questione di
prospettiva, una prospettiva che a volte può essere funesta, altre
volte semplicemente banale ma inquietante.
E la partita a ping pong continua.
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