Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Trieste nell'Italia di Giuda



Trieste, Trieste, cosa mai sei tu Trieste? Governata dall'artificio umano irriverente verso l'ululato di tal Bora che tra le acque del golfo ed il rude Carso spazza via ogni idiozia sintomo della viltà e di quel sentimento che gonfia la vela dell'opportunismo nel profano tempio del profitto.
Eppure un giorno il tuo mare ritornerà ad inondare di profumo aspro ma vivo quelle vie assopite, la dignità del tuo essere libertà regnerà nell'armonia dell'essere Città né slava, né italiana, né austriaca, ma di tutti, perché tu Trieste sei di tutti.
Oggi appartieni all'Italia.
Quell'Italia di Giuda.
La principale religione d'Italia, un tempo anche religione di Stato, è fondata sul bacio del tradimento.
Quel tradimento che l'Italia ha sempre coltivato nel suo essere Stato opportunista e vestita dal complesso di inferiorità.
Hai voluto, Italia,  essere grande, enfatizzando ogni atto, dall'impresa dei Mille alla marcia d'occupazione di Fiume, guidata da tal guerrafondaio e massone 33º grado della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, D'annunzio, al grido Eja, Eja, Alalà.
Hai tradito il Re d'Etiopia con il noto Trattato di Uccialli, l'articolo 17 così si esprimeva nella versione italiana: «S. M. il Re dei Re d’Etiopia consente di servirsi del Governo di S. M. il Re d’Italia per tutte le trattazioni di affari che avesse con altre potenze o Governi», sancendo dunque il protettorato italiano sull’Etiopia. Ma la versione originale del testo in amarico riportava: “ Sua Maestà il Re dei Re d'Etiopia può trattare tutti gli affari che desidera con altre potenze o governi mediante l'aiuto del Governo di Sua Maestà il Re d’Italia”.
E da lì nascerà il pretesto per la guerra d'Abissinia che con la disfatta di Adua verrà incisa nel cuore e nella mente dei governanti italiani quel segno indelebile di inferiorità rispetto alle potenze coloniali inglesi, francesi che voleva emulare nelle scellerate politiche del colonialismo.
Ma l'Italia sino al 1915 avrà solo l'Eritrea e la Somalia, povere di risorse nell'attesa del perfezionamento della campagna di Libia.

La tua voglia di diventare una grande potenza, per emulare quello che fu l'Impero Romano, ti spingerà a tradire la Triplice Alleanza, il 25 aprile del 1915 firmerai il Patto di Londra e quando dichiarerai guerra all'Austria, Trieste si rivolterà. Verranno chiamati delinquenti, barbari, incivili, coloro che assaliranno, per esempio, la notte del 23 maggio 1915, le sedi principali delle associazioni filo-italiane, ivi inclusa la sede del quotidiano il Piccolo. Ma erano cittadini che dissero no al tradimento.
Tu Italia, potevi essere neutrale, potevi evitare di rincorrere la guerra, tu Italia, che ora piangi e glorifichi sull'altare della patria, parte dei tuoi morti, senza piangere tutti i tuoi morti, sei responsabile delle guerre che hanno martoriato tal Paese. Lacrime e medaglie vigliacche, milioni di persone uccise dal tuo spirito di tradimento, milioni di persone uccise per quella voglia di emulare l' Impero Romano che ha drogato il cuore e l'anima di intere generazioni.
Il bacio di Giuda, è nel profondo della tua anima, Italia.
E Trieste, città di nessuno ma di tutti, è stata, innaturalmente, assoggettata a vari regimi e regni e governi. Nel tempo della "grande paura per la borghesia"  hai conosciuto l'incendio del Narodni Dom ed  il rumore e la violenza dei cannoni, in quella San Giacomo che ancora resiste.
Dopo l'annessione all'Italia, anche durante il malefico fascismo e l'ennesimo tradimento dell'Italia, Trieste sarà solo una Città di confine, brutalmente italianizzata offendendo la sua e viva indefinita cultura Mitteleuropea, soffrirà il suo porto franco e libero, da città franca, diverrà città affranta dall'assistenzialismo che perdura ancora oggi. Hai conosciuto sofferenze e conquiste, violenze e disumanità, ma tu, cara Trieste, sei stata sempre oggetto di scambio, nel gioco del baratto internazionale, un gioco beffardo ed umiliante e degradante. Tradita anche da chi doveva attuare il Trattato di pace, quell'Onu che ha acconsentito alla tua desolazione perdurante. La soluzione ai tuoi mali Trieste non potrà arrivare da chi ha causato il tuo male. Cammini oggi per le strade di Trieste, non potrai non notare il degrado e l'incuria, non potrai non notare le violenze esercitate dai regimi, demolita la sua storia, demolita la sua essenza. Ed il mare ha smesso di essere il tuo cuore pulsante.  Il mare è lì, fermo, a volte rabbioso inonda quella Piazza della simulata ed imposta Unità d'Italia. Le tue fontane hanno smesso di bagnare i sogni oramai perduti, i tuoi orologi hanno smesso di segnare il tempo della tua speranza. Si scava per profitto nella tua terra, e giorno dopo giorno, una pietra dopo l'altra, pilastro fondante la tua dignità, sprofonda nell'abisso di quel golfo ora silente ora funesto.
Esiste il principio di diritto, che dovrebbe caratterizzare ogni processo reale di governo del popolo e dunque ogni democrazia reale e sostanziale, che vuole rispettata senza condizione alcuna, la sovranità del popolo medesimo. L'autodeterminazione dei popoli  obbliga gli Stati della Comunità internazionale a non impedire o anche intralciare l'autodeterminazione stessa, intesa come libertà degli stessi di autodeterminare il proprio assetto costituzionale, economico, politico e sociale. Che sia il popolo e solo il popolo a governare se stesso senza delegare nulla a terzi, che sia Trieste, nel rispetto di tale principio a decidere se essere Italia, essere libera,  essere slava, austriaca, indipendente o autonoma. Insomma sarai quel che tu vorrai essere, purché sia il tuo popolo a decidere, ora per sempre, cosa tu Trieste dovrai essere. Città felice, città infelice, città senza anima, città dalle mille anime, città senza confine, città di confine o semplicemente Trieste.




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