Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Sai ho avuto un sogno

Sai ho avuto un sogno,
ero un cantante, io e il palco
fumo e urla
sudore e musica

Sai ho avuto un sogno
ero un calciatore
un dribbling, un calcio al pallone,
il cuore si ferma
il respiro in affanno
e goal
anche se volevi fare il portiere,
un portiere che segna un goal
tra nebbia e cori

e poi ti sporgi da quella finestra immobile e senza parole
vedi il presepio carsico
vedi il faro verde del porto
ascolti la pioggia nell'estate autunnale
assapori una goccia di rum

Sai ho avuto un sogno,
ero un poeta, pagine senza inizio né fine
righe senza ordine alcuno
disordine nel caos

E poi impugni la vecchia biro
cerchi un foglio bianco
riciclerai la bolletta non pagata
e scriverai quel sogno che non hai avuto

Pensi ai viaggi in macchina
alla catapulta nell'abitacolo
alle cassette di Baglioni e Cocciante
ai cd dei Velvet underground
agli esami della maturità
agli esami dell'università
al primo telefonino
un mostro nero e possente
un regalo di seconda mano
alla tua prima imposta comunione
alla tua prima libera occupazione
al tuo primo incidente
al tuo primo dente
e scriverai
sulla bolletta non pagata
il sogno che non hai avuto
Nichilismo e disfattismo
una penna ed una tastiera
una speranza nella speranza
e non lo sai se domani ci sarai
non vuoi morire senza essere ricordato
anche se a dire il vero
questo non lo saprai mai

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