Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

Immagine
  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Sai ho avuto un sogno

Sai ho avuto un sogno,
ero un cantante, io e il palco
fumo e urla
sudore e musica

Sai ho avuto un sogno
ero un calciatore
un dribbling, un calcio al pallone,
il cuore si ferma
il respiro in affanno
e goal
anche se volevi fare il portiere,
un portiere che segna un goal
tra nebbia e cori

e poi ti sporgi da quella finestra immobile e senza parole
vedi il presepio carsico
vedi il faro verde del porto
ascolti la pioggia nell'estate autunnale
assapori una goccia di rum

Sai ho avuto un sogno,
ero un poeta, pagine senza inizio né fine
righe senza ordine alcuno
disordine nel caos

E poi impugni la vecchia biro
cerchi un foglio bianco
riciclerai la bolletta non pagata
e scriverai quel sogno che non hai avuto

Pensi ai viaggi in macchina
alla catapulta nell'abitacolo
alle cassette di Baglioni e Cocciante
ai cd dei Velvet underground
agli esami della maturità
agli esami dell'università
al primo telefonino
un mostro nero e possente
un regalo di seconda mano
alla tua prima imposta comunione
alla tua prima libera occupazione
al tuo primo incidente
al tuo primo dente
e scriverai
sulla bolletta non pagata
il sogno che non hai avuto
Nichilismo e disfattismo
una penna ed una tastiera
una speranza nella speranza
e non lo sai se domani ci sarai
non vuoi morire senza essere ricordato
anche se a dire il vero
questo non lo saprai mai

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?