I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Anche a Trieste i manichini viventi


pubblicato su bora.la
Nella giornata della notte bianca di sabato 8 giugno, a Trieste, si è realizzato un qualcosa che ben rappresenta i nostri tempi.
Tempi moderni  senza cuore ma dall'anima diabolica,  ove regna un capitalismo sfrenato.
Ancora tempi che corrono a ritmi frenetici, frenesia nell'informazione che diventa non informazione, frenesia nel lavoro, frenesia nella vita quotidiana, tempi che mutano il diritto al lavoro in un privilegio ed i diritti ivi correlati semplicemente come una questione da superare.
Passeggi nel centro di Trieste, giunto alle spalle della statua di Saba vedrai un negozio e noterai qualcosa di diverso rispetto al solito.
Manichini viventi.
Uomini e donne seduti , fermi,immobili che pubblicizzeranno i vestiari di quell'attività commerciale.
Uomo e donna oggetto.
Peggio dell'uomo sandwich.
Certo, si dirà, ma è la stessa cosa che accade durante le sfilate di moda.
In quel momento l'uomo o la donna non sarà più tale, ma semplicemente un manichino che cammina, magari con quel tocco di classe ben caro alla solita borghesia, flash, luci, musica, e corpi magri all'inverosimile.
Perfezione imposta nell'imperfezione deprecata.
Sì, nella sostanza ed anche dal punto di vista pratico sarebbero la stessa ed identica cosa.
Manichino vivente che cammina sulla passerella, manichino vivente seduto dietro la vetrina trasparente di un negozio, ma con una piccola e sottile differenza, nel caso della sfilata di moda, si è in presenza di una sorta di arte, nel caso dell'esposizione dietro la vetrina si è in presenza esclusivamente nella mutazione dell'individuo in un prodotto pubblicitario, come un classico manichino di plastica.
Libertà di scelta.
Ognuno dispone del proprio corpo e del proprio essere uomo e donna come meglio crede.
Questa è una società che vive non per essere ma per apparire, ingannando le soggettività, perché se dovesse la presente società apparire per quello che è , dunque mostrare senza alcun velo la sua misera e dura essenza, allora sì che forse si assisterebbe a qualche processo rivoluzionario degno di tal nome, occhio non vede cuore non duole, un detto ancora valido, specialmente in tempo di crisi. Però quando l'occhio  alcune volte vede, il  cuore cerca di prevalere sulla ratio, giustificando ogni bestemmia verso la dignità umana, perché l'oltre,il cambiamento, reca timore. 
Ed allora l'occhio vedrà ma senza osservare.
La dignità non ha prezzo?
Dipende cosa si intende per dignità.
Cosa è oggi la dignità?
Si è disposti a svolgere qualsiasi lavoro pur di guadagnare quattro soldi, però quei quattro soldi ti consentono di sopravvivere.
Si è disposti a qualsiasi cosa pur di avere l'ultimo prodotto del capitalismo, mutui, anche a spogliarsi o fare a botte pur di accaparrarsi le offerte esclusive del momento, perchè, con una dose dopo l'altra, mutando il superfluo in necessario, non per essere ma per adattamento, sei semplicemente drogato di consumismo.
Drogati di consumismo. 
L'astinenza condurrà alla depressione.
La depressione è una malattia difficile da curare e non ancora pienamente compresa.
Il consumismo è il cuore vitale del capitalismo, se cade il consumismo il capitalismo vivrà uno stato certamente comatoso.
Quel manichino vivente che ho visto a Trieste, ma già diffuso in altre parti del mondo consumistico occidentale, deve indurre alla riflessione. Libertà di disporre del proprio corpo, libertà d'iniziativa economica che muta l'essere umano da soggetto in oggetto, quale etica e dignità nel capitalismo del XXI secolo?


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